La vigna di Renzo, Promessi Sposi

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la vigna di renzo

La vigna di Renzo, o meglio la descrizione della vigna di Renzo nel capitolo XXXIII (capitolo 33), è una delle pagine più celebri del romanzo di Alessandro Manzoni, I Promessi Sposi.

Renzo è tornato al paese per avere notizie di Lucia: la sua casa porta le tracce del passaggio dei birri e della devastazione operata dai Lanzichenecci; la vigna è in parte distrutta (la gente era andata per due inverni a farvi legna) e in parte invasa da una vegetazione selvatica.

Manzoni indugia, con compiacenza, a descrivere l’intrico di erbe di ogni genere ed elenca diligentemente i nomi delle piante selvatiche, evidenziando l’incredibile competenza botanica.

Lo stato di abbandono della vigna richiama quello della società colpita dai flagelli della carestia, della guerra e della peste.

L’analogia con una società abbandonata a se stessa si sviluppa più chiaramente nella seconda parte della descrizione. Vengono infatti riferiti al campo vegetale termini tipici di un mondo umano disordinato: marmaglia, soverchiarsi, passarsi avanti, rubarsi… il posto.

Anche la casa, violata dai birri e devastata dai Lanzichenecchi, ha perso ogni caratteristica di umana abitazione.

Tuttavia, Renzo non sembra dedicare molta attenzione alle sue proprietà, teso com’è al suo obiettivo principale: la ricerca di Lucia. L’unica sua reazione esplicita è quella di mettersi le mani ne’ capelli.

Poi, Renzo cerca riparo presso un amico di infanzia, che trova seduto sull’uscio di casa, tutto solo, con le braccia conserte, assorto in contemplazione del cielo.

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