Alessandro Manzoni vita e opere

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Alessandro Manzoni vita e opere
Ritratto di Alessandro Manzoni, Francesco Hayez (1841), Pinacoteca di Brera, Milano.

Alessandro Manzoni è la figura più significativa del Romanticismo italiano.

Alessandro Manzoni vita

Alessandro Manzoni nasce a Milano il 7 marzo 1785 dal conte Pietro e da Giulia Beccaria, figlia del celebre illuminista Cesare Beccaria, autore del trattato Dei delitti e delle pene. Tuttavia, il padre naturale di Alessandro Manzoni sembra essere Giovanni Verri, intellettuale illuminista milanese.

Alessandro Manzoni biografia

1792, i coniugi Manzoni si separano e Giulia va a vivere a Parigi con il conte Carlo Imbonati; Alessandro Manzoni passa da un collegio a un altro, ignorato dalla famiglia.

1801, terminati gli studi, torna a vivere nella casa paterna di Milano dove regna una mentalità tradizionalista; stringe amicizia con intellettuali di grande rilievo: Monti e Foscolo fra i letterati; Cuoco e Lomonaco nel campo degli studi filosofici e storici. È del 1801 il poemetto Del trionfo della libertà, di quattro canti in terzine. Alessandro Manzoni vi esprime la propria condanna per la tirannide religiosa e politica e incita la Lombardia a conquistare la nuova libertà.

1805 Giulia Beccaria invita il figlio a Parigi, dove nel frattempo muore Carlo Imbonati. Il ventenne Alessandro Manzoni conosce così sua madre e l’affetto materno. Tramite la madre, inizia a frequentare un circolo di intellettuali illuministi, la Maisonnette. Alessandro Manzoni ha così modo di conosce le opere di Voltaire e di Rousseau; soprattutto si lascia affascinare dalle teorie letterarie del nobile Claude Fauriel (uno dei promotori del Romanticismo in Francia) che lo avvia allo studio della Storia.

Per consolare la madre Giulia per l’improvvisa morte del suo compagno, scrive il carme In morte di Carlo Imbonati: è la sua prima opera a stampa. Il carme inizia con una polemica contro il “secol sozzo”; racconta poi dell’apparizione notturna del defunto Imbonati che si intrattiene con lui su diversi argomenti: l’amore che lo legò a Giulia Beccaria e la decadenza della società contemporanea; rispondendogli il giovane poeta denuncia l’educazione religiosa che gli era stata imposta. Riceve poi una serie di precetti morali cui dovrà attenersi nel corso della vita.

1807, muore il conte Pietro Manzoni; Alessandro e la madre lasciano Parigi per Milano, dove il giovane incontra Enrichetta Blondel, di famiglia calvinista, ma battezzata con rito cattolico.

La conversione religiosa

Il 6 febbraio 1808 Alessandro Manzoni sposa Enrichetta con rito civile e con benedizione calvinista. Nel dicembre dello stesso anno nasce Giulietta, battezzata con rito cattolico. La decisione del battesimo di Giulietta, per tanti aspetti insensata, cambia la vita della famigliola.

Nel 1809 attraverso amici comuni Enrichetta conosce Degola, un prete genovese notoriamente vicino a posizioni gianseniste, dedito all’apostolato e alle polemiche politico-religiose di quegli anni.

Nell’ottobre 1809 Alessandro Manzoni scrive a papa Pio VII per ottenere il permesso di celebrare il matrimonio di mista religione secondo il rito cattolico.
Il 15 febbraio 1810 è celebrato il matrimonio secondo il rito cattolico.

Il 2 aprile 1810 Napoleone III sposa Maria Luisa di Borbone-Parma. Nella confusione dei festeggiamenti i coniugi Manzoni a passeggio per la città si perdono di vista. Si racconta che Alessandro entri nella chiesa di San Rocco chiedendo a Dio di aiutarlo a ritrovare la moglie. Manzoni non ha mai parlato volentieri dell’episodio, che è tuttavia considerato il momento culminante della sua conversione.

Il 22 maggio 1810 nella chiesa di Saint Séverin a Parigi, Degola riceve l’abiura di Enichetta dalla fede protestante e l’adesione alla fede cattolica.

Nel giugno 1810 i Manzoni lasciano Parigi per Milano. A Milano Alessandro Manzoni si pone come sostenitore delle idee del Romanticismo e degli ideali della corrente politica liberale, favorevole all’unificazione nazionale. Conduce comunque una vita appartata e lontana dalla politica attiva, pur seguendo con partecipazione le vicende del Risorgimento.

Alessandro Manzoni opere poetiche e drammatiche

Gli anni 1811-1827 sono quelli di maggior produzione artistica.

Tra il 1812 e il 1815 compone gli Inni sacri: Resurrezione, Il nome di Maria, Natale, Passione, Pentecoste; liriche dedicate alla celebrazione delle più importanti festività religiose, di profonda ispirazione cristiana.

Tra il 1816 e il 1820 compone la tragedia Il Conte di Carmagnola e tra il 1820 e il 1822 la tragedia Adelchi.

Il Conte di Carmagnola è ambientato nel XV secolo. Il conte è un mercenario al servizio dei veneziani. La Repubblica di Venezia, in guerra con Milano, lo accusa di tradimento per la clemenza dimostrata nei confronti dei milanesi vinti. È processato e condannato a morte (per un approfondimento Il Conte di Carmagnola, trama e temi dell’opera).

Adelchi è invece ambientato nell’VIII secolo: Carlo Magno, re dei Franchi ripudia Ermengarda, figlia del re dei Longobardi Desiderio e sorella di Adelchi. Volendo vendicare l’affronto, re Desiderio pensa a un’azione contro il papa, perché è alleato dei Franchi. Il papa chiede allora aiuto a Carlo Magno. I due eserciti si affrontano. Ermengarda si ritirata in un convento e muore di dolore. Intanto, la guerra volge a favore dei Franchi, Adelchi tenta di fuggire ma è ferito a morte e catturato. Condotto morente alla presenza di Carlo Magno, spira ricordando al padre Desiderio, ormai prigioniero del re franco, quanto ingiusto sia ogni potere terreno e quanto inutile sia ogni umano agire (per un approfondimento leggi Adelchi, trama e commento).

Le odi civili: Marzo 1821 e Il cinque maggio

Allo scoppio dei moti liberali, lo scrittore compone di getto l’ode Marzo 1821.

Marzo 1821 è un accorato appello perché il popolo italiano riscopra le origini della propria identità e, illuminato dalla cristiana certezza della pari dignità dei popoli, torni a essere protagonista della sua storia e scacci l’oppressore, perché la lotta per la libertà è santa e Dio è dalla parte degli uomini quando essi combattono per la libertà (per un approfondimento Marzo 1821 spiegazione e commento).

Nel luglio 1821, Alessandro Manzoni riceve la notizia della morte di Napoleone. Stende, quasi di getto, l’ode Il cinque maggio. Verrà diffusa clandestinamente in copie manoscritte e pubblicata solo nel 1823, dopo la sua diffusione in Germania nella traduzione che ne fece Goethe.

Il cinque maggio ripercorre tutta l’avventura napoleonica nelle sue tappe fondamentali: dall’inarrestabile ascesa agli anni del trionfo, all’improvvisa caduta. Un’avventura che sembra confermare ad Alessandro Manzoni l’estrema fragilità di ogni umana vicenda e di ogni gloria terrena. Il vero protagonista dell’ode non è Napoleone ma Dio che, secondo la concezione cristiana che Manzoni ha della Storia, si è servito di lui per realizzare i propri misteriosi progetti e poi lo ha atteso al varco per salvarlo e dimostrare ancora una volta la sua misericordia (per un approfondimento leggi Il Cinque maggio di Manzoni, il commento).

Alessandro Manzoni I Promessi Sposi

Nel 1827 Alessandro Manzoni pubblica I Promessi Sposi. Per un approfondimento leggi Dal Fermo e Lucia ai Promessi Sposi.

Alessandro Manzoni i saggi, la vita pubblica e gli ultimi anni

Nel 1830, sotto forma di una lettera a Goethe, inizia il saggio Del romanzo storico e, in genere de’ componimenti misti di storia e di invenzione, che vedrà la luce solo nel 1850. Continuando la riflessione iniziata con la Lettera Sul Romanticismo (1823) lo scrittore ridiscute i confini precedentemente tracciati che distinguono arte e storia. Sostiene che non è possibile mescolare l’invenzione e la storia, l’immaginazione e la verità, senza cadere in una forma ambigua che è contraria alla ricerca del vero e alla poesia. L’arte deve rinunciare di avere “il vero per oggetto” e indirizzarsi al verosimile e ai prodotti dell’immaginazione.

Nel giorno di Natale 1833 muore a 42 anni Enrichetta. Pochi mesi dopo la segue la figlia Giulia, sposata da poco a Massimo D’Azeglio.

Il 1833 è anche l’anno in cui inizia la stesura del trattato Della lingua italiana, continuato a varie riprese sino al 1843 e poi ripreso ancora nel 1853 e nel 1856, ma mai terminato.
La lunga riflessione intorno alla mancanza in Italia di una lingua comune conduce Alessandro Manzoni a concludere che per dare modernità alla lingua occorre scegliere una lingua usata, ma affiorante da una lunga tradizione letteraria. Individua questa lingua nel fiorentino parlato.

Nel 1837 Sposa Teresa Borri Stampa.

1840 – 1842 Esce l’edizione definitiva de I Promessi Sposi. Compare in appendice la Storia della colonna infame (per un approfondimento leggi Storia della colonna infame, riassunto e analisi).

1841-1845 Muoiono la madre Giulia Beccaria, le figlie Cristina e Sofia e il carissimo amico Claude Fauriel.

18 marzo 1848 il figlio Filippo è arrestato dagli Austriaci durante l’insurrezione delle Cinque giornate di Milano. Alessandro Manzoni firma con altri patrioti la petizione a Carlo Alberto per sollecitarne l’intervento in Lombardia.

1861 Alessandro Manzoni accetta la nomina a senatore del Regno e partecipa, a Torino, alla seduta parlamentare in cui è dichiarato il Regno d’Italia. Successivamente appoggia il trasferimento del Parlamento a Firenze, primo passo verso Roma capitale. Muore la seconda moglie Teresa Stampa.

1862 Alessandro Manzoni è nominato presidente della commissione per l’unificazione della lingua italiana. La relazione Dell’unità della lingua italiana e dei mezzi per diffonderla presentata al ministro Broglio diventa la proposta guida per l’insegnamento pubblico nell’Italia postunitaria.

1868 Muore il figlio Filippo.

1872 Accetta la cittadinanza onoraria di Roma.

28 aprile 1873 muore il figlio Pietro.

22 maggio 1873 muore a Milano, a 88 anni, Alessandro Manzoni compianto da tutta la cittadinanza. Il 29 maggio si svolgono i funerali solenni, alla presenza del principe ereditario Umberto. È sepolto nel cimitero monumentale.

1874, in occasione dell’anniversario della morte, l’amico Giuseppe Verdi esegue la Messa da requiem composta in sua memoria.