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Dottrina Monroe: l’America agli Americani, ieri e oggi

La dottrina Monroe è il pilastro della politica estera del presidente degli Stati Uniti James Monroe, enunciata nel 1823, che può essesere riassunta con lo slogan: “l’America agli Americani”. Con questa formula gli USA dichiaravano che l’intero continente americano doveva restare libero da nuove colonizzazioni europee e che qualsiasi intervento delle potenze europee sarebbe stato visto come una minaccia alla sicurezza degli Stati Uniti. Allo stesso tempo, gli USA si impegnavano a non intervenire negli affari interni dell’Europa, scegliendo una posizione di apparente isolazionismo. La dottrina Monroe ha avuto conseguenze importanti sulla storia dell’America Latina e sull’espansione degli Stati Uniti tra Ottocento e Novecento.

Il discorso di Monroe al Congresso

Il 2 dicembre 1823 il presidente degli Stati Uniti James Monroe (1758-1831), nel suo messaggio annuale al Congresso degli Stati Uniti, diffidò gli Stati europei dall’intervenire nelle vicende politiche del continente americano e sancì il contemporaneo disinteresse statunitense per gli affari europei. Affermando il diritto delle popolazioni locali di decidere autonomamente della loro politica e del loro futuro, la dottrina Monroe riprendeva la teoria sostenuta già da George Washington nel suo messaggio d’addio in cui ammoniva gli Americani a evitare alleanze con i paesi d’Europa, perché “con l’intrecciare il destino americano con quello europeo si facevano dipendere la pace e la prosperità americane dalle ambizioni, dalle rivalità, dagli interessi, dagli umori e dai capricci dell’Europa”.

Lo slogan che riassume questo principio è “l’America agli Americani”: il Nuovo Mondo deve essere governato dai popoli che vi abitano e non più dalle vecchie monarchie europee.

Non confessata, ma presente nella sostanza nella dottrina di Monroe, vi era anche una motivazione economica, residuo del sistema mercantilistico, mirante ad assicurare agli Stati Uniti i mercati dell’America latina.

Contesto storico: perché si arrivò all’enunciazione della Dottrina di Monroe

All’inizio dell’Ottocento molte colonie dell’America Latina si stavano ribellando al dominio spagnolo e portoghese. I venezuelani Francisco de Miranda (1752-1816) e Simón Bolívar (1783-1830), l’argentino José de San Martin (1778-1850) e il messicano Augustin de Iturbide avevano infatti guidato le rivolte appoggiati da Stati Uniti e Inghilterra, sconfiggendo definitivamente gli Spagnoli e conquistando l’indipendenza di gran parte dell’America meridionale e centrale.

Grazie ai loro sforzi avevano raggiunto l’indipendenza: Paraguay (1811); Argentina (1816); Cile (1818); Colombia (1819); Messico, Venezuela e Perù (1821); Brasile ed Ecuador (1822); Bolivia (1825) e Uruguay (1828).

Le potenze europee, riunite nella Santa Alleanza, valutavano la possibilità di intervenire per aiutare Spagna e Portogallo a riconquistare le colonie perdute. Gli Stati Uniti temevano che un ritorno dei grandi imperi europei nel continente limitasse la loro espansione economica e politica, soprattutto nelle regioni ancora deboli o in via di indipendenza. In questo clima di tensione nacque la Dottrina Monroe, che si proponeva di scoraggiare qualsiasi tentativo di restaurazione coloniale in America senza arrivare allo scontro diretto.

I principi della Dottrina Monroe

La Dottrina Monroe si basa su alcuni principi fondamentali, che si possono riassumere così:

  • Non colonizzazione: il continente americano è “chiuso” a nuove colonie europee; nessuno Stato europeo può conquistare nuovi territori nel Nuovo Mondo.
  • Non ingerenza: le potenze europee non devono intervenire negli affari interni dei nuovi Stati americani né nei conflitti tra Paesi del continente.
  • Separazione tra Vecchio e Nuovo Mondo: l’Europa e l’America appartengono a sfere politiche diverse; ogni continente deve risolvere da solo i propri problemi.
  • Impegno degli Stati Uniti a non intervenire in Europa: in cambio, gli USA dichiarano di non occuparsi delle guerre e delle rivoluzioni europee, assumendo una posizione di isolazionismo apparente.

Dietro questi principi morali c’era anche un interesse concreto: gli Stati Uniti volevano affermarsi come potenza guida nel continente americano, sostituendo gradualmente l’influenza politica ed economica delle vecchie metropoli.

Applicazioni ed evoluzione della Dottrina Monroe

Nel corso del tempo la Dottrina Monroe è stata interpretata e utilizzata in modi diversi dai governi statunitensi. Alcuni episodi storici mostrano come sia diventata un vero strumento di espansione e di controllo sull’America Latina.

  • Espansione verso ovest e guerra con il Messico
    La Dottrina Monroe fa da sfondo all’espansione territoriale degli USA, che nel XIX secolo conquistano vasti territori fino al Pacifico. Fu invocata nel 1845 contro gli intrighi diplomatici orditi da Francia e Gran Bretagna per impedire l’annessione agli Stati Uniti del Texas, e nella guerra contro il Messico, durante la quale gli Stati Uniti presentarono spesso le loro mosse come difesa dell’ordine nel continente e della libertà dei popoli americani.
  • Interventi in America Latina
    Nei decenni successivi, soprattutto tra Otto e Novecento, gli USA intervennero più volte negli affari interni di diversi Paesi latinoamericani (Cuba, Panama, Repubblica Dominicana, ecc.). In questi casi la dottrina Monroe venne usata per giustificare l’idea che solo gli Stati Uniti abbiano il diritto di “proteggere” l’emisfero occidentale da minacce esterne o interne.
  • Contrasto alle potenze europee
    Quando potenze come la Francia di Napoleone III tentarono di rafforzare la propria presenza in Messico (1864-1867) con Massimiliano d’Asburgo, o nel 1848 per prevenire la costituzione di un protettorato britannico sullo Yucatan, gli USA richiamarono la dottrina Monroe per spingere le forze europee a ritirarsi. In questo modo la dottrina contribuì a ridurre progressivamente l’influenza diretta dell’Europa nel continente americano. 
  • Dal secondo dopoguerra alla Guerra fredda
    Dopo la seconda guerra mondiale, e soprattutto durante la Guerra fredda, il principio “l’America agli Americani” venne reinterpretato in chiave anticomunista: gli Stati Uniti considerarono l’emisfero occidentale, includendo anche gli Stati europei ormai ex-potenze, come propria area d’influenza da difendere non solo dalle vecchie potenze europee, ma anche da nuove potenze come l’Unione Sovietica.

Conseguenze della Dottrina Monroe per l’America Latina

Per i Paesi dell’America Latina la Dottrina Monroe ha avuto effetti ambivalenti. Da un lato ha contribuito a scoraggiare il ritorno diretto di potenze europee che avrebbero potuto ristabilire forme di dominio coloniale; dall’altro ha aperto la strada a una crescente ingerenza degli Stati Uniti nella politica e nell’economia della regione.

Molti storici sottolineano che, dietro lo slogan “l’America agli Americani”, si nasconde spesso il significato “l’America agli Statunitensi”, cioè la pretesa degli USA di guidare lo sviluppo del continente e di controllare le risorse strategiche.

FAQ sulla dottrina Monroe

Perché si dice “l’America agli Americani”?

La formula “l’America agli Americani” riassume l’idea che il continente americano debba essere governato dai popoli che vi abitano e non dalle potenze europee. In pratica, però, è stata spesso interpretata come diritto degli Stati Uniti di guidare e controllare la politica del Nuovo Mondo.

La dottrina Monroe è una forma di isolazionismo?

Formalmente la dottrina Monroe afferma che gli Stati Uniti non interverranno negli affari interni dell’Europa, scelta che può sembrare isolazionista. Tuttavia, la forte presenza degli USA in America Latina dimostra che, più che isolarsi, gli Stati Uniti vogliono concentrare le proprie energie nel controllo del proprio continente.

Perché la Dottrina Monroe è importante ancora oggi?

La Dottrina Monroe è importante perché ha stabilito il principio che l’emisfero occidentale è un’area di influenza privilegiata per gli Stati Uniti. Ancora nel Novecento e nel Duemila molti interventi diplomatici e militari USA in America Latina sono stati giustificati richiamandosi, direttamente o indirettamente, a questo principio. Anche ai nostri giorni, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump, si rifà alla Dottrina Monroe, avendo aggiornato lo slogan in: “Make America Great Again”.

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