Ascolta “Storia – Matilde di Canossa” su Spreaker.
La contessa Matilde di Canossa fu tra le donne più potenti e influenti del Medioevo, un epoca in cui a dominare erano gli uomini. Giocò un ruolo centrale nello scontro tra il papa Gregorio VII e l’imperatore Enrico IV, durante la cosiddetta lotta per le investiture. Profondamente religiosa e dal carattere fiero ed energico, fu sempre schierata apertamente con il papa che ospitò nel suo castello a Canossa nel 1077, proprio in occasione del famoso episodio noto come «umiliazione di Canossa» dell’imperatore Enrico IV. Fu proprio lei ad adoperarsi per la riconciliazione tra i due grandi nemici e a convincere l’imperatore per la sottomissione.
Matilde di Canossa: le origini
Matilde nacque attorno al 1046 nella città di Mantova. La sua famiglia apparteneva all’alta nobiltà feudale europea. La mamma, la duchessa Beatrice, era infatti figlia di Federico duca di Lorena; il padre Bonifacio III era signore di Canossa, situata nell’Appennino reggiano, e marchese di Toscana.
Dopo la morte del padre, assassinato durante una battuta di caccia nel 1052, e dei due fratelli maggiori, avvelenati l’anno successivo, Matilde divenne l’unica erede dei vasti possedimenti paterni, posti tra Toscana, Emilia e Lombardia.
Il matrimonio con Goffredo il Gobbo
Nel 1054, la madre di Matilde si risposò con il cugino, il duca di Lorena Goffredo il Barbuto, vedovo pure lui e padre di Goffredo il Gobbo, destinato fin da allora, per calcolo politico, a diventare marito di Matilde. I due si sposarono nel 1069. Il matrimonio durò poco più di due anni, durante i quali Matilde diede alla luce una bambina, che morì poco dopo la nascita. Matilde tornò in Italia, a Canossa, e il marito, rimasto nella Lorena, nel 1076 fu assassinato; il partito contrario all’orientamento filo-papale di Matilde la indicò come la mandante dell’assassinio del marito.
Il ruolo di Matilde di Canossa nella lotta tra Papato e Impero
Erano quelli gli anni in cui la tensione tra papato e impero andava sempre più aggravandosi. Matilde di Canossa cercò in una prima fase di destreggiarsi tra le due personalità allora a capo delle due istituzioni, l’imperatore Enrico IV di Franconia, cui era legata da rapporti vassallatici, e il papa Gregorio VII, con cui condivideva gli ideali riformatori. Cercò di favorire una mediazione.
Umiliazione di Canossa
Poi, però, parteggiò apertamente per le posizioni papali. Offrì al papa un rifugio sicuro nel proprio castello di Canossa, quello dove il 26 gennaio 1077 l’imperatore Enrico IV vestito da penitente, dopo aver atteso per tre giorni e tre notti fuori dal castello, sotto la neve, chiese e ottenne il perdono del papa Gregorio VII, che quindi revocò la scomunica, che scioglieva i sudditi dell’imperatore dal giuramento di fedeltà e obbedienza. Questo evento è noto come l’Umiliazione di Canossa ed è all’origine del detto “Andare a Canossa”, che significa “sottomettersi umilmente”.
Il matrimonio con Guelfo di Baviera
Nel 1089, all’età di 43 anni, Matilde sposò il diciassettenne Guelfo di Baviera. Il matrimonio fu voluto da papa Urbano II, per rafforzare l’alleanza tra il papato e i principi tedeschi, in contrapposizione all’imperatore Enrico IV. Il matrimonio però fu di breve durata e il marito passò in breve tempo dalla parte dell’imperatore.
La vittoria di Matilde di Canossa contro l’imperatore
Intanto si erano riacutizzati gli attacchi militari da parte imperiale, perché, dopo la temporanea riconciliazione avvenuta nel 1077, il conflitto con il papato era ripreso. Matilde però non si perse d’animo e a essi la contessa di Canossa rispose collezionando una serie di importanti vittorie e consolidando nuovamente la propria autorità sui suoi feudi.
Sostenne la politica papale fino alla fine dei suoi giorni, opponendosi con forza alle richieste di autogoverno da parte di alcune comunità cittadine sui suoi territori.
Morte e sepoltura
Matilde di Canossa morì il 24 luglio 1115, in provincia di Reggio Emilia. Fu sepolta nel monastero di San Benedetto di Polirone, nei pressi di Mantova, che grazie alle sue donazioni divenne uno dei monasteri più importanti d’Italia.
Considerata figlia prediletta dalla Chiesa, da qui, nel 1633 fu spostata per volere di papa Urbano VIII, prima a Castel Sant’Angelo e poi nella Basilica di San Pietro a Roma, in una tomba scolpita dal celebre Gian Lorenzo Bernini. La scultura che sormonta la tomba raffigura Matilde in piedi, che con una mano regge il bastone del comando (simbolo del potere temporale) e con l’altra le chiavi di San Pietro e la tiara papale (simboli del potere spirituale). Ai suoi piedi c’è l’iscrizione voluta da papa Urbano VIII “Onori et Gloriae Italiae” (“all’Onore e alla gloria dell’Italia”), per celebrarne la fedeltà alla Chiesa.
Sotto la scultura vi è un sarcofago con un bassorilievo che rievoca l’episodio dell’Umiliazione di Canossa.

