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Parole omografe quali sono ed esempi

Le parole omografe sono le parole scritte nello stesso modo ma con pronuncia e significati diversi a seconda che le vocali siano aperte o chiuse e quindi in base alla posizione dell’accento. Nella lingua parlata le parole omografe si distinguono grazie alla pronuncia, nella lingua scritta grazie al contesto della frase o agli accenti grave e acuto.

Parole omografe esempi

Esistono diversi casi di parole omografe, cioè scritte allo stesso modo, che si pronunciano in modo diverso a seconda del significato che assumono. Osserva gli esempi:

àncora (attrezzo per trattenere una barca) e ancóra (avverbio di tempo);

prìncipi (titolo dei membri di case regnanti) e princìpi (inizio, valore etico, fondamento di una dottrina);

còrso (pertinente alla Corsica) e córso (movimento regolare e continuo, andamento);

(tu) désti (voce del verbo dare) e desti (svegli);

(io) dètti (voce del verbo dare) e détti (voce del verbo dire o anche motti, sentenze);

(egli) dètte (voce del verbo dare) e détte (voce del verbo dire);

còmpito (lavoro, mansione, incarico) e compìto (cortese, garbato, impeccabile nel comportamento);

accètta (dal verbo accettare) e accétta (la scure);

corrèsse (dal verbo correggere) e corrésse (dal verbo correre);

èsca (dal verbo uscire) e ésca (il cibo dei pesci);

pèsca (frutto) e pésca (dal verbo pescare);

bòtte (percosse) e bótte (recipiente per il vino);

fòsse (buche) e fósse (dal verbo essere);

vòlgo (dal verbo volgere) e vólgo (popolo, plebe);

vòlto (dal verbo voltare) e vólto (faccia);

circùito (giro, percorso di gara) e circuìto (participio passato di circuire);

divèrtiti (imperativo di divertire) e divertìti (participio passato di divertire);

collèga (compagno) e colléga (da collegare);

lègge (dal verbo leggere) e légge (norma);

mènto (dal verbo mentire) e ménto (parte del viso);

vènti (soffi d’aria) e vénti (aggettivo numerale);

fòro (piazza) e fóro (buca);

ròsa (fiore) e rósa (da rodere);

pòse (atteggiamenti) e póse (da porre);

còlto (da cogliere) e cólto (istruito);

tòrta (da torcere) e tórta (dolce).

Frasi con parole omografe

Di solito, scrivendo, non mettiamo l’accento sulle parole omografe perché il loro esatto significato è ricavabile dal contesto, cioè dal senso generale della frase in cui sono inserite.

Ad esempio:

  • Provo un grande affetto per Andrea.
  • Ora affetto un po’ di salame e mi faccio un panino.

Dal contesto si capisce facilmente che nella prima frase affètto con la è aperta significa “forte sentimento”; nella seconda frase, invece, affétto con la vocale é chiusa significa “taglio a fette”.

Osserva quest’altro esempio:

  • Non abbiano ancora gettato l’ancora! Facciamolo subito prima che la barca vada alla deriva.

Anche questa frase contiene due parole che sono scritte nello stesso modo, sono cioè omografe. L’unica cosa che le distingue è l’accento: nel primo caso cade sulla seconda sillaba (ancòra), nel secondo caso sulla prima (àncora). È l’accento che ci consente di capire che nel primo caso si tratta dell’avverbio di tempo, nel secondo caso invece dell’attrezzo usato sulle imbarcazioni.

E ancora:

  • Come frutta, ti va bene una pesca?
  • Ottima pesca, oggi, guardate che esemplare di pesce!

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