Perché il ragno non resta incollato nella sua tela?
Perché il ragno non resta incollato nella sua tela?

Vi siete mai chiesti perché il ragno non resta incollato nella sua tela? Noi questa domanda ce la siamo posta e abbiamo trovato la risposta!

La costruzione di una ragnatela è un lavoro di alta ingegneria. Osserviamo un ragno alla costruzione della sua ragnatela.

ragnatela

 

A – Il ragno inizia col fissare un capo del primo filo a uno stelo, quindi scende al suolo, risale dal lato opposto e fissa il filo a un altro stelo. Tende poi il filo e lo attacca con una goccia di collante appiccicoso (chiamata seta) secreto da una ghiandola (chiamata filiera) che si trova nel suo addome.

B – Fissato il primo filo, il ragno si lascia cadere dalla metà del filo formando una Y il cui centro è il centro della tela.

C – Prosegue quindi fissando i fili più robusti che devono sostenere la tela.

D – All’interno di questo scheletro originario crea cornici concentriche. Terminata la tela, deposita su tutte le cornici il collante appiccicoso a intervalli regolari lasciando così spazi per camminare tra una cornice e l’altra.

Costruita la sua tela, il ragno si prepara il nido arrotolando una foglia per appostarsi in attesa di prede. Ma prima tesse un filo di “allarme” tra il nido e la cornice più vicina al centro della tela, in modo che, quando qualcosa vi si posa, il filo vibri. A quel punto il ragno si precipita al centro della tela lungo il filo di allarme per andare a scoprire la preda. La raggiunge passando sui punti non collosi della tela e, se per caso mette una zampa su una parte collosa, produce una secrezione che agisce come solvente chimico permettendogli di liberarsi immediatamente.