Secondo dopoguerra in Italia riassunto

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Il Secondo dopoguerra in Italia vede per prima cosa la nascita della Repubblica.

La nascita della Repubblica

Il 2 giugno 1946 ci fu un referendum popolare per decidere la nuova forma di governo. Le elezioni stabilirono la nascita della Repubblica e la fine della monarchia in Italia.

Nel 1948 entrò in vigore la nuova Costituzione. Essa si basa su due valori ritenuti fondamentali: la libertà e la democrazia. Sempre nello stesso anno ci furono le prime elezioni politiche per scegliere il tipo di governo: vinse la Democrazia cristiana (ottenne un numero di voti superiore rispetto al partito comunista e socialista).

La Democrazia cristiana guidò l’Italia negli anni Cinquanta. Questo partito si alleò con gli USA (Patto Atlantico) e fu quindi favorevole a una politica economica di tipo capitalista.

Grazie agli aiuti economici degli USA (il Piano Marshall), il partito democratico riuscì a risollevare l’Italia nel secondo dopoguerra. I provvedimenti attuati riguardarono la ristrutturazione delle città (strade, ponti, ferrovie…) e l’avvio dell’economia capitalista (nascita di imprese private).

 

Il Boom economico nel secondo dopoguerra in Italia

Grazie alla ripresa italiana, questo periodo fu soprannominato “Boom economico”. Il primo segno del benessere fu la diffusione di beni di consumo di massa, soprattutto i veicoli a motore e gli elettrodomestici.

Il benessere non fu però diffuso in maniera omogenea. Iniziò così in questi anni l’emigrazione interna (dal Sud al Nord) per la ricerca del lavoro. Per un approfondimento leggi Boom economico, il miracolo economico italiano.

 

La nascita dei governi del centro-sinistra

Dal 1960 la Democrazia cristiana decise di allearsi con il Partito socialista. Dall’accordo tra i due gruppi nacquero quindi i governi di centro-sinistra.

I nuovi governi investirono soldi a favore del Meridione, dei disoccupati, la scuola media (che divenne obbligatoria), la sanità (possibilità di cura per tutti), le pensioni.

 

Il Sessantotto in Italia

Nel 1968 si diffuse un’insoddisfazione tra i giovani studenti, che desideravano una società libera, svincolata dalle tradizioni. Il malcontento si manifestò anche con episodi di rivolte nelle piazze.

In seguito, vari ambiti della società iniziarono a cambiare: le donne pretesero la stessa dignità e gli stessi diritti degli uomini; venne introdotto il divorzio; gli operai protestarono per stipendi più alti. Per un approfondimento leggi Contestazione giovanile del ’68 riassunto.

 

L’autunno caldo

Dal settembre al dicembre 1969 in Italia vi furono intense lotte operaie. I lavoratori videro soddisfatte tutte le loro rivendicazioni e le organizzazioni sindacali si rafforzarono.

Nel 1970 il risultato delle lotte fu tradotto in legge: venne approvato lo Statuto dei lavoratori, che riconosceva i diritti di questi ultimi.

 

Gli anni di piombo e terrorismo politico nel secondo dopoguerra in Italia

Gli anni Settanta furono caratterizzati dal terrorismo politico, che ebbe la sua prima manifestazione nel 1969, con la strage di Piazza Fontana, a Milano.

Nel maggio 1974 una bomba esplose poi a Brescia, in piazza della Loggia; nell’agosto 1974 esplose un ordigno sul treno Italicus; nel 1980 una bomba alla stazione di Bologna causò 85 morti.

Attraverso le stragi, tuttora impunite, si intendeva seminare il terrore e rendere impossibile la vita democratica.

Il segretario del PCI, Enrico Berlinguer, nel 1973 mise in evidenza la necessità di un compromesso storico tra le forze politiche che rappresentavano la grande maggioranza del popolo italiano: democristiani, socialisti e comunisti.

La DC di Aldo Moro fu disponibile all’accordo. Proprio allora le BR rapirono e assassinarono Aldo Moro. Per un approfondimento leggi Anni di piombo e terrorismo in Italia.