Anni di piombo e terrorismo in Italia, riassunto

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Gli anni di piombo e il terrorismo in Italia, riassunto

In Italia furono definiti anni di piombo gli anni 70 del Novecento per il succedersi di episodi di violenza, con un alto numero di vittime sia negli attentati terroristici sia, in misura minore, negli scontri di piazza. Furono gli anni del terrorismo di destra o terrorismo nero e del terrorismo di sinistra o terrorismo rosso, ma anche quelli in cui l’Italia riuscì a varare alcune riforme fondamentali.

Il terrorismo di destra o terrorismo nero

Il terrorismo di destra o “terrorismo nero” (chiamato così perché determinato da gruppi eversivi neo fascisti) puntò alle stragi indiscriminate di civili con l’intento di terrorizzare la popolazione e indurla a chiedere un governo “forte” di destra che desse poteri illimitati al presidente del Consiglio e alle forze di polizia, privasse di autorità il Parlamento e spazzasse via le Sinistre.

Il terrorismo nero aveva già esordito il 12 dicembre 1969 con la bomba di Piazza Fontana, collocata nella sede della Banca nazionale dell’agricoltura, a Milano: provocò 17 morti e oltre cento feriti. Dopo la strage di Piazza Fontana, vi furono le bombe in Piazza della Loggia a Brescia il 28 maggio del ’74. Sei anni dopo, l’attentato del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna, con oltre 80 morti.

L’immagine di uno Stato debole e minato dalla corruzione politca, la presenza di un terrorismo di destra e la psicosi di un colpo di Stato furono tra i fattori che contribuirono alla nascita del terrorismo di sinistra o “terrorismo rosso“.

Terrorismo di sinistra o terrorismo rosso

Il terrorismo di sinistra o “terrorismo rosso”, di matrice comunista, eseguiva rapimenti e assassinii di uomini-simbolo delle istituzioni (magistrati, uomini politici, funzionari di polizia, giornalisti e sindacalisti) per dimostrare alla classe operaia che i suoi peggiori nemici erano proprio coloro che apparivano più aperti alle riforme e spingerli quindi a fare la rivoluzione.

La banda più celebre fu quella delle Brigate rosse che esordì nel 1974 sequestrando il giudice Mario Sossi. La loro impresa più feroce fu però compiuta nel 1978: il 16 marzo rapirono lo statista democristiano Aldo Moro, massacrando gli uomini della scorta. Dopo 55 giorni di prigionia, Moro fu ucciso e il suo corpo fatto ritrovare nel centro di Roma (9 maggio).

Alle Brigate rosse si affiancarono, fra il 1975 e il 1976, i Nuclei armati proletari e Prima linea.

Le riforme varate negli Anni di piombo

Eppure, proprio nel cupo decennio del terrorismo definito “anni di piombo”, sebbene con enorme ritardo rispetto ad altre nazioni, il Parlamento varò alcune fondamentali riforme: nel 1970 una legge stabilì il diritto di divorzio, ribadito nel 1974 dai risultati del referendum chiesto dalle forze antidivorziste; nel 1975 fu varato il nuovo diritto di famiglia; nel 1978 fu approvata la legge 194 che legalizzava l’interruzione di gravidanza entro i primi 90 giorni dal concepimento, confermata da un altro referendum del 1981.