referendum

Il referendum è una forma di partecipazione politica diretta molto importante, attraverso la quale i cittadini decidono in prima persona e non tramite il Parlamento.

La Costituzione italiana prevede due forme di referendum:

Referendum abrogativo

Il più utilizzato è senz’altro il referendum abrogativo, con cui è chiesto agli elettori se vogliono mantenere in vita una legge, o parte di essa, oppure abrogarla, cioè eliminarla dall’ordinamento. Se vincono i “” la legge al centro della consultazione viene cancellata, se vincono i “no” essa rimane in vigore.

La prima consultazione referendaria nella storia repubblicana si è svolta nel 1974 e ha riguardato la legge sul divorzio. In quell’occasione gli italiani dissero «no» alla sua abrogazione.

Referendum abrogativo e articolo 75 della Costituzione

Non tutte le leggi possono essere sottoposte a referendum abrogativo. Secondo l’articolo 75 della Costituzione esso è escluso per:

  • le leggi tributarie (riguardano il pagamento di imposte e tasse);
  • le leggi di bilancio, con cui le Camere autorizzano il Governo a riscuotere le entrate (attraverso le imposte) e ad effettuare le spese;
  • leggi di amnistia e indulto, con cui il Parlamento concede clemenza ai colpevoli di un reato o non riconoscendo il comportamento come criminoso (amnistia) o eliminando la pena per esso prevista (indulto);
  • le leggi di autorizzazione a ratificare i trattati internazionali, con cui le Camere stipulano accordi con gli Stati esteri, riguardanti, generalmente, materie di natura politica o economica.

La proposta di referendum da chi può essere presentata

Può essere presentata da 500.000 elettori o da cinque Consigli regionali che raccolgono le firme per chiedere l’attuazione della consultazione referendaria.

Prima di arrivare alle urne, la Magistratura ha il compito di controllare che le firme di quanti chiedono il referendum siano autentiche e che il quesito referendario non violi la Costituzione.

Quando può svolgersi

La consultazione deve svolgersi:

  • in una domenica compresa tra il 15 aprile e il 15 giugno;
  • non può aver luogo negli anni in cui si tengono le elezioni politiche;
  • è valida se si reca alle urne la maggioranza degli aventi diritto al voto (la metà + 1).