Boom economico, il miracolo economico italiano

Il boom economico in Italia si verifica tra il 1958 e il 1963. Sono questi gli anni del cosiddetto miracolo economico e l’Italia diventa uno dei Paesi più industrializzati del mondo.

I fattori che resero possibile il boom economico italiano

L’Italia si trasformò da paese agricolo in paese industriale grazie a una serie di eventi favorevoli:

  • ripresa economica internazionale;
  • l’utilizzo di nuove fonti di energia; il metano scoperto nella Pianura Padana e il petrolio dei Paesi Arabi, acquistato a un prezzo stracciato;
  • l’adesione dell’Italia alla CEE, che consentì un aumento delle esportazioni;
  • la forte disoccupazione, che permise agli industriali di mantenere bassi i salari, consentendo alti profitti e tassi di investimento molto elevati;
  • investimento in infrastrutture, soprattutto di autostrade.

Cambiano i consumi e i costumi

La produzione industriale in Italia negli anni ’50 crebbe del 9% ogni dodici mesi. L’industria siderurgica, meccanica, chimica e petrolifera subirono enormi progressi. L’industria però non si sviluppò in maniera uniforme nel Paese. C’era infatti un forte divario tra Nord progredito e Sud arretrato.

Migliaia di contadini si trasferirono allora con le loro famiglie dal Sud al Nord, in particolare nel triangolo industriale Milano-Genova-Torino, e si trasformarono in operai.

La maggiore disponibilità di denaro e la possibilità di comprare a rate permise a tante famiglie di acquistare beni di consumo prima sconosciuti: il frigorifero, la lavatrice, il televisore. Nel gennaio 1954 la RAI-TV iniziò le trasmissioni e contribuì in modo fondamentale alla diffusione della lingua italiana e, quindi, all’unificazione cultrale del Paese.

Gli italiani stavano meglio e desideravano divertirsi. Scoprirono allora il grande cinema americano e registi italiani come Roberto Rossellini, Vittorio De Sica e Federico Fellini, acquistarono fama mondiale.

Di contro però il crescente bisogno di abitazioni incoraggiò la speculazione edilizia: si costruirono così migliaia di edifici devastando il paesaggio e ignorando le norme antisismiche.

Crebbe inoltre la corruzione. Funzionari dello Stato, dei Comuni, e delle banche intascarono infatti denaro dietro concessione di prestiti bancari senza garanzie, appalti, licenze di costruzione su terreni proibiti, uso di materiali da costruzione scadenti.

Boom economico ed emancipazione femminile

Durante gli anni del boom economico le donne cominciarono il proprio processo di “emancipazione”, cioè di liberazione dagli obblighi del passato e dai pregiudizi. Iniziarono ad entrare nel mondo del lavoro e aumentò il numero delle donne che compivano gli studi universitari.

È del 1963 la legge che ammette le donne ai concorsi per entrare in Magistratura e nel 1965 compaiono i primi giudici donna. Nel 1963 si vota la legge che vieta il licenziamento a causa del matrimonio.

Nonostante ciò, nel Sud del Paese la forza della tradizione e la disoccupazione continuarono a ostacolare l’emancipazione femminile. Nelle regioni industrializzate, invece, l’evoluzione avvenne più rapidamente.