Ascolta “Storia – Il miracolo economico italiano” su Spreaker.
Il boom economico in Italia si verificò tra il 1958 e il 1963. Furono questi gli anni del cosiddetto miracolo economico e l’Italia, uscita sconfitta dalla Seconda guerra mondiale, con un quadro sociale ed economico disastroso (inflazione, disoccupazione, mancanza di alloggi e di alimenti essenziali) diventò uno dei Paesi più industrializzati del mondo, grazie al processo di ricostruzione avviato dal governo De Gasperi e agli aiuti statunitensi previsti dal Piano Marshall. Fu un periodo storico unico per l’Italia, in cui cambiò non soltanto l’andamento dell’economia, ma incise in modo duraturo sulla società, sul territorio e sul modo di vivere degli italiani.
I fattori che resero possibile il boom economico italiano
Alla metà del 1950, l’industria italiana, limitata alle regioni del Nord-Ovest, produceva perlopiù beni di prima necessità, alimentari e tessili; quasi la metà della forza lavoro era assorbita dalle campagne; solo nell’8% delle abitazioni si potevano trovare insieme acqua corrente, luce e servizi igienici.
Poi, in modo così improvviso da giustificare il termine “miracolo”, tutto cambiò e l’Italia si trasformò da paese agricolo in paese industriale grazie a una serie di eventi favorevoli:
- gli aiuti statunitensi previsti dal Piano Marshall;
- la generale ripresa economica internazionale;
- l’utilizzo di nuove fonti di energia: il metano scoperto nella Pianura Padana e il petrolio dei Paesi Arabi, acquistato a un prezzo stracciato;
- l’adesione dell’Italia alla CEE, che consentì un aumento delle esportazioni;
- la forte disoccupazione, che permise agli industriali di mantenere bassi i salari, consentendo alti profitti e tassi di investimento molto elevati;
- l’investimento in infrastrutture, soprattutto di autostrade: nel 1964 fu completata l’A1 Milano-Roma, la prima autostrada a doppia carreggiata.
Conseguenze
La produzione industriale in Italia negli anni ’50 crebbe del 9% ogni dodici mesi. L’industria siderurgica, meccanica, chimica e petrolifera subirono enormi progressi. Un ruolo particolarmente importante venne svolto dall’industria automobilistica.
L’industria però non si sviluppò in maniera uniforme nel Paese. C’era infatti un forte divario tra Nord progredito e Sud arretrato. Migliaia di contadini si trasferirono allora con le loro famiglie dal Sud al Nord, in particolare nel «triangolo industriale» Milano-Genova-Torino, e si trasformarono in operai. In un primo momento, gli abitanti delle città industriali del Nord Italia reagirono all’arrivo degli immigrati con sentimenti di ostilità e diffidenza. Tra Nord e Sud, del resto, le differenze culturali erano notevoli.
Il crescente bisogno di abitazioni incoraggiò la speculazione edilizia: si costruirono così migliaia di edifici devastando il paesaggio e ignorando le norme antisismiche. Crebbe inoltre la corruzione. Funzionari dello Stato, dei Comuni, e delle banche intascarono denaro dietro concessione di prestiti bancari senza garanzie, appalti, licenze di costruzione su terreni proibiti, uso di materiali da costruzione scadenti.
Trasformazioni sociali e aumento dei consumi
La maggiore disponibilità di denaro, dovuta all’aumento dei salari e a un’inflazione stabile, e soprattutto la possibilità di comprare a rate permise a tante famiglie di acquistare beni di consumo prima sconosciuti: il frigorifero, la lavatrice, il televisore entrarono nelle case degli italiani e divennero beni irrinunciabili.
Gli italiani, inoltre, cominciarono a comprare mezzi di trasporto: la Vespa, una moto di piccola cilindrata, e la Seicento, un’utilitaria della Fiat, divennero i simboli di un nuovo benessere e diedero anche a impiegati e a operai una possibilità di movimento prima sconosciuta.
Nel gennaio 1954 la RAI-TV iniziò le trasmissioni e contribuì in modo fondamentale alla diffusione della lingua italiana in un Paese in cui gran parte della popolazione parlava ancora il dialetto e, quindi, all’unificazione culturale del Paese.
Il 27 novembre 1957 venne inaugurato a Milano il primo supermercato in Italia, in viale Regina Giovanna.
Gli italiani stavano meglio e desideravano divertirsi. Scoprirono allora il grande cinema americano e registi italiani come Roberto Rossellini, Vittorio De Sica e Federico Fellini, acquistarono fama mondiale.
Boom economico ed emancipazione femminile
Durante gli anni del boom economico cominciò il processo di emancipazione femminile, cioè di liberazione della donna dagli obblighi del passato e dai pregiudizi. Le donne iniziarono ad entrare nel mondo del lavoro e aumentò il numero delle donne che compivano gli studi universitari.
Nel 1963 la legge numero 7 del 6 gennaio vietò il licenziamento delle lavoratrici per causa di matrimonio, mentre la numero 66 del 9 febbraio dello stesso anno affermò il diritto delle donne ad accedere a tutte le cariche, professioni ed impieghi pubblici.
Nonostante ciò, nel Sud del Paese la forza della tradizione e la disoccupazione continuarono a ostacolare l’emancipazione femminile. Nelle regioni industrializzate, invece, l’evoluzione avvenne più rapidamente.
Le contraddizioni del Miracolo economico italiano
Il Miracolo economico non riguardò né tutti i settori dell’economia italiana, né tutti gli italiani, né tutte le regioni della penisola.
La crescita più forte riguardò i settori che avevano bisogno di manodopera numerosa, ma di poca tecnologia (per esempio il settore tessile). Gli investimenti nell’innovazione tecnologica rimasero bassi. Ciò ebbe gravi conseguenze: negli anni Settanta infatti l’arretratezza tecnologica fece aumentare il divario dell’economia italiana con le economie dei Paesi più sviluppati.
L’aumento della ricchezza nazionale non risolse lo storico problema dell’arretratezza dell’Italia meridionale. Grazie agli investimenti statali nacquero alcuni centri industriali, come Taranto, in Puglia, o il quartiere di Bagnoli a Napoli, ma mancò uno sviluppo generale.
Gli italiani del Sud continuarono quindi a emigrare verso il Nord Italia (specie nel «triangolo industriale»), verso Paesi europei come la Repubblica federale tedesca, il Belgio, la Francia, la Svizzera e verso le Americhe e l’Australia.

