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Stare in campana: perché si dice?

Stare in campana è un modo di dire della lingua italiana. Significa «stare in guardia», essere vigili e pronti, soprattutto quando si è in una posizione delicata o facilmente attaccabile.

Lo si dice quindi come ammonimento, una forma di premura per proteggere qualcuno a cui teniamo da qualcosa o da qualcuno.

Ma da cosa deriva questo modo di dire?

In passato, soprattutto nei paesi, si suonavano le campane non solo in casi di festa o di funerali, ma anche per comunicare segnali di pericolo, come attacchi, incendi, emergenze varie. Si prestava pertanto molta attenzione al loro suono.

C’è però anche un’altra spiegazione, che deriva dal gergo sportivo, precisamente dal gioco della pallacanestro.

Nel campo di gioco, in prossimità del canestro, c’è disegnata una sorta di campana entro cui il giocatore della squadra non attaccante deve stare molto attento, vigile, perché deve impedire all’avversario di centrare il canestro con il pallone… deve insomma “stare in campana”.

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