Storia del calendario gregoriano: quando e perché è nato

Breve storia del calendario gregoriano e sue conseguenze. Dal calendario giuliano introdotto nel 46 a.C. da Giulio Cesare al calendario gregoriano introdotto nel 1582 da Gregorio XIII, da cui derivò il nome.

Il calendario gregoriano è il calendario attualmente in uso nella maggior parte dei paesi industrializzati. Fonda le sue origini nella rivoluzionaria riforma di cui fu promotore Giulio Cesare.

Il calendario giuliano introdotto da Giulio Cesare

Giulio Cesare nel 46 a.C. fece entrare in vigore un sistema di divisione dell’anno composto da 365 giorni complessivi, individuando un metodo innovativo per avvicinarsi il più possibile all’anno astronomico.

Istituì dei cicli quadriennali composti da tre anni della durata di 365 giorni e da uno della durata di 366, detto bisestile. Questo perché il ciclo solare si compiva in 365 giorni più un’eccedenza di circa 6 ore. Ogni quattro anni l’avanzo di 24 ore veniva compensato con l’aggiunta di un giorno al mese di febbraio.

Dal calendario giuliano al calendario gregoriano

Durante il Concilio di Nicea del 325 promosso dall’imperatore Costantino, si erano trattati vari argomenti di fondamentale importanza (per un approfondimento clicca qui). A questi si era aggiunta una discussione sulla data della Pasqua, che era legata all’equinozio di primavera.

In base alle osservazioni astronomiche si stabilì che quell’anno l’equinozio cadesse il 21 marzo e che la Pasqua fosse celebrata la prima domenica dopo il plenilunio successivo all’equinozio di primavera.

Papa Gregorio XIII nel 1582 fece fare una verifica astronomica. Risultò che l’equinozio di primavera anticipava di 3 giorni ogni 400 anni, per cui in quell’epoca cadeva intorno all’11 marzo.

Per ricondurlo al 21 marzo, si decise quindi di eliminare 10 giorni: si passò da giovedì 4 ottobre 1582 a venerdi 15 ottobre 1582, così da ripristinare l’inizio della primavera al 21 marzo.

Si stabilì inoltre che fossero bisestili gli anni divisibili per quattro e che degli anni terminanti con due zeri fossero bisestili solo quelli divisibili per 400. Tale calendario è denominato Calendario gregoriano.