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Il vulcano – formazione, struttura, tipologie

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Cos’è un vulcano, come si forma, com’è fatto (la struttura); quanti tipi di vulcani ci sono; classificazione e tipi di eruzione vulcanica (effusiva ed esplosiva). In questo articolo vi spiegheremo tutto quello che c’è da sapere sui vulcani.

Perché il vulcano si chiama così?

Il termine vulcano deriva dal latino Vulcanus, il nome del dio del fuoco dei Romani, la cui dimora era posta sull’isola di Vulcano, situata nell’arcipelago delle Eolie.

Che cos’è il vulcano e come si forma?

Il vulcano è una frattura della crosta terrestre e si forma a seguito del magma che, fuoriuscendo da questa frattura, arriva in superficie diventando lava. La lava si accumula, solidifica e forma una montagna a forma di cono, alla cui sommità presenta un’apertura, il cratere.

Cos’è il magma di un vulcano?

Il magma che fuoriesce dal vulcano è una miscela di minerali allo stato fuso, contenente grandi quantità di gas, come il vapore acqueo (70-90%), biossido di carbonio, anidiride solforosa, azoto, monossido di carbonio, idrogeno, acido cloridrico e gas nobili.

Il magma si trova nella astenosfera (la parte centrale del mantello terrestre), ha una temperatura che supera i 1000°C ed è meno denso della roccia solida: per questa ragione esso tende a salire. Se incontra delle fessure nella roccia, raggiunge la superficie esterna dando vita a un vulcano.

Il magma diventa lava

Mentre fuoriesce sulla superficie terrestre, il magma si libera dei gas che contiene e viene chiamato lava.

La struttura del vulcano

La parte esterna si presenta come una montagna ed è chiamata edificio vulcanico.

 

Le parti interne sono: la camera magmatica, il camino vulcanico e il cratere (anche detto bocca).

Struttura interna del vulcan

La camera magmatica (detta anche serbatoio magmatico) si trova a profondità variabili sotto la superficie terrestre. La camera magmatica è composta da rocce porose all’interno delle quali si infiltra e si accumula il magma prima dell’eruzione.

Cosa succede durante un’eruzione vulcanica?

Quando la pressione diventa insostenibile, il magma risale in superficie attraverso il camino vulcanico: avviene allora l’eruzione del magma o dal cratere principale (che si trova sulla sommità del vulcano e si parla di eruzione sommitale) o dal cratere secondario (che si trova nella parte laterale e si parla di eruzione laterale).

Formazione della lava

Una volta che il magma emerge, perde parte dei suoi gas e componenti volatili a causa della riduzione della pressione, trasformandosi in lava. La lava cola lungo i fianchi del cono, si solidifica a contatto con l’aria e costruisce un nuovo strato roccioso sulle pareti.

Con la lava escono altri materiali: alcuni sono allo stato solido (bombe, proiettili, lapilli e ceneri), capaci talora di provocare danni anche a grande distanza; altri, i vapori, sono gassosi.

Quanti tipi di vulcani ci sono?

Vulcani a scudo e vulcani a cono

Secondo il tipo di eruzione si distinguono:

  • vulcano a scudo, con base molto larga ed eruzioni effusive, che sono meno violente perché la lava, assai fluida e mobile per il basso tenore in silice, fuoriesce e si espande su ampie superfici, coprendo distanze notevoli ma seguendo percorsi in genere prevedibili. Le eruzioni effusive formano, con il passare del tempo, edifici vulcanici di grandi dimensioni e versanti poco ripidi;
  • vulcano a cono, con pendii molto ripidi ed eruzioni esplosive. Le eruzioni di tipo esplosivo danno spesso luogo a eruzioni violente e pericolose a causa della minore fluidità della lava che è più acida (contiene più silice); le colate sono meno mobili; frammenti di lava che ostruiscono il camino vengono lanciati verso l’esterno a forte velocità e talora si forma una colonna di vapori, gas e ceneri alta parecchi kilometri che si espande a ombrello, simile a quella prodotta dalle esplosioni nucleari. La lava e le scorie vulcaniche ricadute dopo l’esplosione formano coni vulcanici e versanti più ripidi e irregolari. Esempi di quest’ultimo tipo sono in Italia: il Vesuvio, lo Stromboli e l’Etna.

Vulcani attivi, spenti o estinti, a riposo

A seconda dell’attività vulcanica, un vulcano può essere:

  • attivo se erutta regolarmente, come lo Stromboli e l’Etna in Italia. Circa il 70% dei vulcani attivi del mondo si trova lungo la Cintura di Fuoco del Pacifico, una vasta area che circonda l’Oceano Pacifico e che comprende paesi come Giappone, Indonesia, Stati Uniti e Cile.
  •  spento o inattivo se non si sono registrate eruzioni per alcune migliaia di anni (come il Monte Amiata);
  • quiescente se non presenta eruzioni, ma la camera magmatica è piena di lava; questo tipo di vulcano può rimanere quiescente per secoli, ma potrebbe eruttare da un momento all’altro: è il caso del Vesuvio.

Vulcani sottomarini

I vulcani non si trovano solo sulla terraferma, possono trovarsi anche sui fondali marini: il magma che eruttano, quando si raffredda, può formare delle isole. Per un approfondimento leggi Vulcani sottomarini cosa sono, dove si trovano.

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