Gesù di Nazareth vita e storia

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gesù di nazareth

Gesù di Nazareth nacque a Betlemme, in Giudea, tra il 6 e il 4 a.C., sotto l’impero di Ottaviano Augusto.

Dopo aver trascorso l’infanzia e la giovinezza esercitando il mestiere di  falegname nella bottega paterna situata a Nazareth in Galilea (Palestina settentrionale), intorno al 26 d.C. iniziò la sua predicazione, viaggiando per tutta la Palestina.

Nel corso dei suoi spostamenti radunò intorno a sé numerosi discepoli, tra cui particolare rilevanza acquisì il gruppo degli apostoli, i più intimi amici di Gesù.

La predicazione di Gesù di Nazareth

La predicazione di Gesù si allontanava in parte dall’Ebraismo tradizionale, perché non si rivolgeva soltanto agli Ebrei, il “popolo eletto”, ma a tutti gli uomini “di buona volontà”. Inoltre al contrario di Jahwèh, il dio della tradizione ebraica, avvertito dai fedeli come un dio giudice, il dio predicato da Gesù di Nazareth era anzitutto un dio misericordioso, che prometteva ai suoi fedeli una ricompensa dopo la morte.

Gesù, infatti, che si proclamò figlio di Dio e Messia, rivelava che il suo regno “non apparteneva a questa terra”; inoltre la sua missione consisteva nel rivelare agli uomini l’amore di Dio e il cammino verso la salvezza.

Le accuse e la condanna

Ciò causò sconcerto tra gli Ebrei e malcontento tra i più rigidi osservanti. Costoro gli rimproverarono lo scarso rispetto della legge mosaica, cardine della religiosità ebraica, su cui la casta sacerdotale fondava la propria autorità.

Di conseguenza, accusarono Gesù di predicare una dottrina eretica. Pertanto il Sinedrio (il tribunale religioso ebraico), dopo averlo riconosciuto colpevole, lo condannò a morte e lo consegnò al governatore Ponzio Pilato, perché facesse eseguire la condanna.

Ponzio Pilato, pur non avendolo riconosciuto colpevole, lo consegnò alla folla che voleva la sua condanna. Così Gesù morì mediante crocifissione, sul monte Golgota, insieme a due criminali comuni.

La morte di Cristo, secondo la cronologia recente, sarebbe avvenuta nella Pasqua del 29 o del 30 d.C., in ogni caso sotto il principato di Tiberio (dunque non oltre il 37 d.C.).