Vespasiano - Pecunia non olet

Pecunia non olet, Il denaro non puzza: chi pronunciò questa frase?

Secondo Svetonio (De vita Caesarum VIII, 23), e in seguito Dione Cassio (Historiae LXV, 14), la frase Pecunia non olet (Il denaro non puzza) fu rivolta dall’imperatore romano Vespasiano al figlio Tito.

Tito rimproverava il padre per aver imposto una tassa, la centesima venalium, sull’urina raccolta dalle latrine pubbliche¹, mentre gli mostrava il denaro ricavatone. Poi gettò alcune monete in uno dei bagni, in segno di sfida al padre.

Vespasiano le raccolse e, avvicinatele al naso, avrebbe pronunciato la celebre frase.

La frase sta a intendere che, qualunque sia la sua provenienza, “il denaro è sempre denaro”.

Dall’Ottocento e fino a pochi decenni fa, i gabinetti pubblici erano detti “vespasiani”.

¹Dall’urina era ricavata l’ammoniaca utilizzata dalla fulloniche (lavanderie e tintorie) per lavare e tingere panni e tessuti.