Il Busto di Vespasiano (Museo Nazionale Romano di Palazzo Massimo)

Dopo la morte di Nerone (9 giugno del 68), per un anno il principato fu conteso da quattro generali: Galba, Otone, Vitellio e Vespasiano. È questo l’anno dei quattro imperatori romani.

Alla fine prevalse Tito Flavio Vespasiano (69-79) sostenuto dalle legioni orientali. Vespasiano, discendeva da una modesta famiglia del ceto equestre italico (il padre era esattore delle imposte nella Sabina). Si era fatto da sé, salendo per i suoi meriti i gradi dell’esercito.

Pur mantenendo verso il senato un atteggiamento di rispetto e di collaborazione, nel 69 d.C., con un’apposita legge (lex de imperio Vespasiani), si fece assegnare in blocco tutti i poteri di cui i suoi predecessori avevano goduto. Dichiarò senza mezzi termini che gli sarebbero succeduti i figli Tito e Domiziano. In questo modo mise fine all’idea del principe come “primo fra pari”. Di fatto, spazzò via la finzione della repubblica, che ormai sopravviveva solo formalmente. Fu con Vespasiano che il principato incominciò a chiamarsi impero, ed è con Vespasiano che iniziò la dinastia Flavia.

Vespasiano era consapevole che occorreva ristabilire il consenso intorno alla figura del principe e ridare stabilità all’impero. Attuò allora una politica mirante alla pace e alla sicurezza interna. Riassestò le finanze, stabilendo che ogni nuova spesa dovesse avere una adeguata copertura nel bilancio pubblico. Rinunciò ai fasti di corte. Non rinunciò a intraprendere importanti e utili opere pubbliche, tra cui il famoso anfiteatro Flavio, più noto come Colosseo.

Per meglio avvicinare a Roma gli abitanti delle province, Vespasiano ampliò il diritto di cittadinanza, favorendo una massiccia immissione di elementi provinciali tra i funzionari imperiali e nell’aristocrazia senatoria.
Sul piano militare pacificò la Britannia attraversata da continue ribellioni, e rinforzò il sistema difensivo romano nella regione tra l’alto Reno e l’alto Danubio.

Nel 70 d.C. Vespasiano ordinò al figlio Tito la distruzione del Tempio di Gerusalemme, di cui restò in piedi solo la parte estrema del muro occidentale, il Muro del pianto.

Il 23 giugno del 79 d.C. l’imperatore Vespasiano muore a causa di una malattia intestinale. Aveva 70 anni e aveva regnato per 10 anni.