età flavia

Le tappe della Storia: 14-68 d.C. → Età Giulio Claudia; 68-69 d.C. → Anno dei quattro imperatori; 69-96 d.C. → Età Flavia.

Nerone, ultimo imperatore dell’Età Giulio Claudia, venne ucciso nel 68 d.C. La sua morte fece precipitare l’Impero nel caos. Ogni gruppo di potere espresse un proprio imperatore e tra il 68 e il 69 d.C. se ne ebbero ben quattro. È il cosiddetto Anno dei quattro imperatori (68-69 d.C.).

L’Anno dei quattro imperatori (68-69 d.C.) Morto Nerone, sul soglio imperiale si avvicendarono ben quattro imperatori. Essi furono designati rispettivamente dal senato (Galba), dai pretoriani (Otone), dalle legioni della Germania superiore (Vitellio), dalle legioni operanti in Giudea (Vespasiano).

Galba, un anziano aristocratico, si rese ostile ai pretoriani rifiutando di assegnare loro un donativo. Dopo pochi mesi i pretoriani lo uccisero e nominarono al suo posto Salvio Otone.

A Otone le legioni romane stanziate in Germania opposero il loro comandante Aulo Vitellio. Le legioni del Danubio, dell’Oriente e dell’Africa si schierarono con Otone; quelle della Spagna, della Gallia e della Britannia con Vitellio.

Vitellio nell’aprile del 69 scese nell’Italia settentrionale con le sue truppe e riuscì a sconfiggere l’esercito del rivale (Otone). Pochi mesi dopo però le legioni orientali acclamarono il generale Tito Flavio Vespasiano.

Gli eserciti seguaci di Vespasiano si scontrarono con quelli di Vitellio e lo sconfissero, imponendo il loro comandante come nuovo imperatore. L’acclamazione di Vespasiano a imperatore fu il segno di un radicale mutamento sociale: appartenere all’aristocrazia romana, d’ora in avanti, non sarebbe stato più necessario per scalare il potere.

Età Flavia (69-96 d.C.)

È Vespasiano a dare inizio all’Età Flavia: per un approfondimento leggi Vespasiano, primo imperatore della dinastia flavia.

A Vespasiano succedono i due figli: prima Tito (79-81), quindi, morto questi, dopo appena due anni di impero, Domiziano, che governa dall’81 al 96.

Età Flavia: Tito (79-81 d.C.), “delizia del genere umano”

Alla morte di Vespasiano, nel 79, il figlio Tito gli successe senza incontrare opposizioni. Si era già fatto apprezzare durante il regno paterno per l’efficace repressione di una rivolta giudaica che aveva sconvolto la Palestina tra il 66 e il 70 d.C.
Raffinato e generoso, Tito ebbe modo, appena salito al potere, di mostrare queste sue qualità sostenendo, anche con ricchezze proprie, le popolazioni colpite dall’eruzione del Vesuvio del 79, che distrusse Pompei, Ercolano e Stabia.
Neppure una condanna a morte si contò nel suo pur breve principato. I suoi modi accattivanti, il suo aspetto affascinante, la sua intelligenza vivace e duttile gli procurarono il consenso di tutti. Gli valsero inoltre il soprannome di “delizia del genere umano”. Persino lo storico Tacito, mai tenero con gli imperatori, scrisse che il principato di Tito fu piuttosto «felice nella sua brevità».

Il suo regno, tuttavia, fu troppo breve perché se ne possa dare una valutazione adeguata. Tito morì infatti per un male improvviso, dopo poco più di due anni di regno. Il senato gli riservò l’apoteosi. L’apoteosi era la cerimonia con cui si elevava al rango divino un imperatore defunto, che da quel momento veniva qualificato con il termine “divus”, “divino”, prima del nome. Suo fratello Domiziano inoltre fece erigere nel Foro romano un arco trionfale per commemorare la vittoria ripotata da Tito nella repressione della rivolta giudaica del 66-70 d.C. Sul sito Studia Rapido leggi e guarda Arco di Tito: il più antico arco trionfale conservato a Roma.

Età Flavia: Domiziano (81-96 d.C.)

Assai diverso fu il principato del fratello minore di Tito, Domiziano. Questi era un uomo energico ma diffidente. Governò attraverso una ristretta cerchia di collaboratori lasciando il senato il più possibile ai margini. Per un approfondimento leggi Domiziano, ultimo imperatore della dinastia Flavia.