flagellazione di piero della francesca
Piero della Francesca, Flagellazione, 1460 circa, olio e tempera su tavola, 58,8x81,5 cm. Urbino, Galleria Nazionale delle Marche

Flagellazione di Piero della Francesca – La Flagellazione è stato realizzato da Piero della Francesca durante la sua permanenza presso la corte di Federico da Montefeltro ad Urbino.

Poco si sa della formazione artistica di Piero della Francesca (1415 circa – 1492), uno dei grandi protagonisti della pittura rinascimentale. Lavorò in diverse corti della penisola, chiamato a eseguire committenze prestigiose: importanti furono soprattutto i rapporti con la corte di Urbino. Oltre che pittore, Piero della Francesca fu anche matematico e appassionato di filosofia.

La piccola tavola con la Flagellazione è un quadro enigmatico; molti studiosi hanno cercato di svelarne il significato senza trovare una soluzione convincente. Committente del quadro fu, forse, un personaggio illustre legato alla corte di Urbino.

La Flagellazione di Piero della Francesca: descrizione

La scena è divisa in due parti, apparentemente separate tra loro come se si trattasse di due soggetti distinti. A sinistra, all’interno di un’architettura classica, è rappresentata la scena della flagellazione di Cristo; a destra, in primo piano, tre figure appaiono impegnate in una pacata conversazione, mentre sullo sfondo è delineato uno scorcio di città dalle misurate architetture rinascimentali.

L’interpretazione di queste figure è molto controversa. In tutte il giovane biondo viene identificato con una persona scomparsa, in quanto scalzo, con le labbra chiuse e lo sguardo perso nel vuoto. Per alcuni si tratta di Oddantonio da Montefeltro, primo duca di Urbino, cui successe il fratello Federico, dopo che il primo venne ucciso durante una congiura nel 1444. Secondo altri, il giovane biondo sarebbe Buonconte, figlio scomparso di Federico. I due uomini che lo affiancano sarebbero due umanisti vicini al duca, entrambi sostenitori della crociata contro i Turchi, che nel 1453 avevano conquistato Costantinopoli (per un approfondimento leggi 29 maggio 1453 – La caduta di Costantinopoli clicca qui).

Cristo alla colonnna, dunque, alluderebbe alle nuove sofferenze della Chiesa cristiana e al tempo stesso alle sofferenze private di Federico.

Il personaggio a sinistra che assiste al supplizio è Ponzio Pilato (ma secondo altri si tratta di Giovanni VIII Paleologo, imperatore d’Oriente); alla base del trono su cui siede si trova la firma dell’autore in lettere capitali romane, alla maniera delle epigrafi classiche: «OPUS PETRI DE BVRGO S[AN]C[T] E SEPVLCRI».