La ghigliottina introdotta durante la Rivoluzione francese (1789-1799) deve il suo nome a Joseph-Ignace Guillotin, professore d’anatomia all’Università di Parigi e deputato all’Assemblea degli Stati Generali, che propose di costruirla e adoperarla durante la Rivoluzione francese. A realizzare materialmente la ghigliottina furono però il medico Antoine Louis (e perciò nei primi tempi fu detta anche louison o louisette) e il costruttore di strumenti musicali e falegname di origini tedesche Tobias Schmidt.
Quando fu usata per la prima volta?
La macchina, dopo alcune prove su animali e cadaveri, fu usata per la prima volta a Parigi, il 25 aprile 1792 per l’esecuzione del grassatore Nicolas-Jacques Pelletier, condannato a morte per omicidio e furto, e rimase perennemente in funzione durante i terribili mesi del Terrore.
La ghigliottina a cosa serviva? come funzionava?
La ghigliottina, uno dei simboli più universalmente noti della Rivoluzione francese, era uno strumento usato per l’uccisione dei condannati a morte, con il taglio rapido della testa mediante una lama pesantissima fatta cadere dall’alto sul collo del condannato, steso con la pancia e la faccia in giù.
La macchina era composta da due travi di legno verticali unite da una terza trave trasversale ad esse. Quest’ultima era connessa ad una lama diagonale, pesante (era sormontata da un peso di circa 40 kg, per facilitare la caduta) e affilata, che precipitava nelle scanalature e troncava con rapidità il collo del condannato bloccato tra due assi. La lama cadeva sfruttando la forza di gravità e raggiungendo una velocità di 24 km/h.
Perché fu introdotta?
Prima che entrasse in uso, le esecuzioni avvenivano con altri mezzi quali l’impiccagione, lo squartamento, il rogo, la fucilazione, o per decapitazione tramite ascia o spada. In quest’ultimo caso, se il boia, la persona incaricata di eseguire la condanna, non era molto abile, il colpo poteva fallire e l’operazione doveva essere ripetuta, anche più volte, con grande sofferenza del condannato.
Per soddisfare la richiesta di una maggiore efficienza, Joseph-Ignace Guillotin (1738-1814) ideò la nuova macchina, chiamata con il suo nome: guillotine (ghigliottina). Egli, docente di anatomia e patologia all’Università di Parigi, animato da un genuino spirito illuminista, presentò la sua invenzione all’Assemblea degli Stati Generali nel 1789.
Chi venne ghigliottinato durante la Rivoluzione francese?
Fu usata per giustiziare migliaia di persone, fra cui il re Luigi XVI, che si era occupato di perfezionare la macchina, (i suoi disegni in merito si conservano ancora oggi all’Archivio Nazionale di Parigi), la regina Maria Antonietta, Danton e lo stesso Robespierre. A decapitarli fu Charles-Henri Sanson, il più celebre boia della storia.
Cosa ne fu della ghigliottina dopo la Rivoluzione francese?
Dopo la Rivoluzione francese, la ghigliottina continuò a essere utilizzata per lungo tempo e in molti Paesi, incluso lo Stato Pontificio (gli ultimi ad essere ghigliottinati nello Stato Pontificio furono Giuseppe Monti e Gaetano Tognetti, il 24 novembre 1868).
Nel corso del XX secolo nella Germania nazista furono eseguite con questo strumento oltre 10 000 sentenze di morte, mentre in Francia, dove la pena di morte è stata abolita ufficialmente soltanto nel 1981, essa fu impiegata fino al 1977.

