Odissea Libri VII e VIII: Odisseo alla reggia di Alcinoo

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Odisseo alla reggia di Alcinoo
Francesco Hayez, Odisseo alla corte di Alcinoo, 1814-1815. Napoli, Galleria Nazionale di Capodimonte

Odisseo alla reggia di Alcinoo: riassunto dettagliato dei Libri VII e VIII dell’Odissea.

Odissea Libro VII riassunto

Nausicaa (vedi Odissea Libro VI clicca qui) è già rientrata alla reggia quando Odisseo si incammina a sua volta verso la città.

La dea Atena lo avvolge in una fitta nebbia rendendolo invisibile, in modo che nessuno dei Feaci gli rivolga insolenze o gli chieda chi sia.

Poi la dea gli si fa incontro nelle sembianze di una giovane donna che torna dalla fonte reggendo una brocca d’acqua; Odisseo le chiede di indicargli la reggia e la dea lo accompagna. Lungo la via Odisseo osserva stupito il porto con le navi ben costruite e ammira le piazze e le alte mura munite di pali.

Odisseo alla reggia di Alcinoo

Una volta giunti al palazzo, Atena gli illustra la stirpe del re dei Feaci e la sua discendenza da Poseidone; gli consiglia poi di rivolgersi alla regina Arete, donna autorevole e amata dal popolo, per ottenere l’aiuto che cerca; infine, si dilegua.

Odisseo osserva meravigliato la reggia (è il palazzo più bello e favoloso che sia descritto nell’Odissea) e lo splendido e rigoglioso giardino di Alcinoo, con alberi da frutta e ortaggi, che non conosce l’alternarsi delle stagioni.

Il nostro eroe attraversa rapidamente l’atrio e si dirige nella grande sala, al trono della regina. In quel momento la nebbia si dissolve: Odisseo si prostra come un supplice davanti alla regina e le chiede di aiutarlo a tornare alla sua patria. Esposta la sua supplica, va a sedersi presso il focolare, ma il re Alcinoo lo invita a prendere posto alla sua mensa.

Dopo che Odisseo ha consumato cibo e bevande, il re invita i nobili Feaci a tornare il giorno dopo, perché si faccia una festa in suo onore e si offrano sacrifici agli dèi per consentire il suo ritorno in patria. Odisseo esprime il desiderio di partire il giorno seguente.

I capi Feaci si ritirano nelle loro dimore; Odisseo resta con i due sovrani. La regina gli chiede chi sia e chi gli abbia dato le belle vesti, che riconosce come proprie. Odisseo, senza rivelare il proprio nome, le parla della sua partenza dall’isola di Ogigia, della tempesta e del naufragio (leggi Odissea Libro V: Odisseo, Calipso e la tempesta marina clicca qui); dell’aiuto di Nausicaa (leggi Odissea Libro VI: Odisseo e Nausicaa clicca qui). Alcinoo esprime il desiderio che l’ospite possa trattenersi nella sua terra e sposare la figlia, ma dato che egli è deciso a tornare in patria, lo aiuterà dandogli una nave. Odisseo ne è molto lieto. Arete ordina alle ancelle di preparargli il letto; tutti vanno poi a dormire.

Odissea Libro VIII

Il mattino seguente, Alcinoo accompagna Odisseo sulla piazza, davanti al porto. Si riunisce l’assemblea dei Feaci, alla quale il re comunica la sua decisione di riaccompagnare in patria l’ospite, facendo allestire un’apposita nave. Invita poi i capi Feaci a partecipare a un banchetto presso il palazzo, in onore dell’ospite.

Odisseo alla reggia di Alcinoo: il banchetto

Al termine del banchetto Demodoco, l’aedo dei Feaci, inizia il suo canto. Argomento del canto è la contesa scoppiata tra Odisseo e Achille; Agamennone ne gioiva, perché un oracolo gli aveva predetto che accanite dispute tra i migliori degli Achei avrebbero preceduto di poco la fine della guerra di Troia. Odisseo viene assalito dai ricordi e si mette a piangere, ma nasconde il capo col mantello per non farsi scoprire dai Feaci.

Alcinoo propone poi di passare alle gare sportive. I nobili Feaci si dedicano a varie competizioni (corsa, lotta, salto, pugilato, lancio del disco). Alcuni degli invitati alla festa stuzzicano Odisseo perché partecipi anch’egli alle gare; egli si distingue per un abile e potente lancio del disco.

Inizia quindi una gara di danza; al centro, in mezzo ai giovani danzatori, sta l’aedo Demodoco, che accompagnandosi con la cetra intona un canto allegro e scherzoso: gli amori di Afrodite e di Ares.

Due abilissimi ballerini si esibiscono poi in una gara di danza con la palla, che entusiasma Odisseo. I nobili Feaci, su invito del re, offrono preziosi regali all’ospite; il nobile Eurialo, che aveva stuzzicato l’eroe sfidandolo a partecipare alle gare, si scusa e si riconcilia cortesemente con lui.

Al tramonto, tutti ritornano nel palazzo reale; Alcinoo aggiunge altri doni e invita Arete a dare all’ospite uno scrigno prezioso, in cui racchiudere tutti i ricchi regali ricevuti. Odisseo viene poi invitato a fare un bagno confortevole e a rivestirsi con abiti preziosi. Nausicaa gli rivolge il suo saluto e spera che l’eroe si ricordi sempre di lei, una volta tornato in patria; Odisseo ricambia il saluto e promette di onorare per sempre la fanciulla che gli ha salvato la vita.

Viene allestito un altro banchetto e si ripresenta Demodoco, al quale Odisseo manda una porzione pregiata di carne, in segno di affetto e di stima e lo invita a cantare la vicenda del cavallo di Troia. Il cantore narra con grande arte, senza sapere di avere di fronte a sé l’autore del mitico stratagemma; Odisseo piange sentendo riproporre quei fatti. Il pianto di Odisseo è paragonato a una donna che piange disperatamente sul corpo del marito, ucciso nella difesa della sua città, mentre i nemici la fanno prigioniera e la portano via come una schiava.

Il pianto di Odisseo non sfugge ad Alcinoo che, come vuole il rituale dell’ospitalità, può finalmente chiedere al suo ospite quale sia la sua identità. Nel garantirgli che comunque lo farà accompagnare nella sua terra, egli illustra la peculiarità delle navi dei Feaci, così efficienti da solcare il mare veloci come il pensiero e così sicure da non perdere mai la rotta pur non disponendo di timone e di nocchiero. I Feaci accompagnano volentieri chiunque chieda il loro aiuto, anche se una profezia dice che, un giorno, una nave di ritorno da un viaggio di scorta sarà fracassata da un irato Poseidone e che lo stesso dio nasconderà la loro città con un gran monte. Al di là della volontà dichiarata dal dio – assicura Alcinoo – i Feaci continueranno a fare il loro dovere di offrire aiuto a chi glielo chiede, compreso Odisseo che ha proprio in Poseidone un nemico accanito.

La storia continua con Odissea Libro IX: il racconto di Odisseo ai Feaci clicca qui
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