Il Cavallo di Troia - Giandomenico Tiepolo, L'ingresso del cavallo a Troia, secolo XVIII
Il Cavallo di Troia - Giandomenico Tiepolo, L'ingresso del cavallo a Troia, secolo XVIII

Il Cavallo di Troia – Secondo la tradizione, il 24 aprile del 1184 a. C. i Greci entrarono nella città di Troia e la distrussero, ingannando i Troiani con un cavallo di legno (il cavallo di Troia).

Questo racconto è ampiamente riferito nel II Libro dell’Eneide di Virgilio: Enea, esule troiano, lo riferisce a Didone, regina di Cartagine, che lo sta ospitando in una delle tappe del viaggio che lo porterà infine a sbarcare sulle coste del Lazio, dove diventerà il capostipite della genealogia che avrebbe fondato Roma.

Enea racconta che, dopo dieci anni di inutili combattimenti, i Greci fingono di ripartire per la Grecia, abbandonando sulla spiaggia davanti a Troia un enorme cavallo di legno che, all’apparenza sembra un’offerta agli dèi, mentre in realtà contiene nel proprio ventre vuoto un gruppetto di guerrieri Greci.

I Troiani avvistato il cavallo di legno vogliono trascinarlo entro le mura della città, ma Laocoonte, sacerdote di Nettuno, intuisce il pericolo e si oppone all’idea di accettare il presunto dono: «temo i Danai [i Greci] anche quando recano doni» (II, 49), dice e scaglia una lancia contro il cavallo.

Subito dopo fa la sua comparsa il greco Sinone, finto disertore, il quale convince i Troiani ad accogliere il cavallo, come dono propiziatorio offerto alla dea Minerva, ostile ai Greci dopo che Ulisse e Diomede ne hanno rapito l’effigie (il Palladio) dalla rocca di Troia. È a questo punto che interviene la scena spaventosa (raffigurata in un celebre gruppo scultoreo, clicca qui) della uccisione di Laocoonte e dei suoi figlioletti. Proprio mentre il sacerdote sta compiendo un rito sacrificale, due smisurati serpenti escono dal mare e lo aggrediscono, stritolando prima i due ragazzi e poi il padre. Laocoonte muore – tale è la similitudine di Virgilio – come un toro (simile al toro che si accingeva a sacrificare) che mugge e lotta disperatamente per sfuggire ai colpi micidiale della scure.

Quindi i mostri si allontanano verso la rocca e si rifugiano sotto la statua di Minerva. I Troiani terrorizzati si convincono che il cavallo di legno è un dono sacro alla dea – e perciò Laocoonte è stato punito per averlo violato – e lo accolgono nella città.

Il seguito è notissimo: durante la notte, i guerrieri nascosti nel cavallo aprono ai loro compagni le porte della città, che viene così distrutta e incendiata.

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