I pirati in epoca romana
Modello di trireme romana, utilizzata anche dai pirati.

La pirateria ha origini antiche. In epoca romana i pirati avevano le loro basi soprattutto sulle coste selvagge dell’Illiria (corrispondente all’incirca alla Croazia e all’Albania settentrionale), della Cilicia (nella Turchia meridionale) e dell’isola di Creta, ma anche i Cartaginesi, stanziati in Africa settentrionale, svolgevano attività piratesche nel Mediterraneo occidentale. Sappiamo inoltre che gli abitanti della colonia laziale di Anzio, ai quali Roma impediva i commerci marittimi, si dedicarono ben presto alla pirateria nella zona compresa tra l’odierna Albania e il mar Egeo.

I pirati a volte si impadronivano di navi da trasporto, ma per lo più attaccavano i paesi costieri del Mediterraneo e dell’Egeo, dove, una volta sbarcati, si dedicavano al brigantaggio o al rapimento di persone che poi venivano liberate dietro il pagamento di lauti riscatti.

Nel 75 a.C. ne fu vittima anche il giovane Giulio Cesare, durante un viaggio in Oriente. I pirati chiesero venti talenti di riscatto e Cesare – scrive lo storico Plutarco – «rise loro in faccia, perché non sapevano chi avevano catturato e promise che di sua iniziativa ne avrebbe versati cinquanta».

Roma inizialmente tenne un atteggiamento ambiguo verso i pirati, contrastandoli, ma anche utilizzandoli; per esempio li ebbe come alleati contro la potente flotta cartaginese durante la prima guerra punica (264-241 a.C.). Progressivamente però la pirateria divenne un problema serio; dopo ripetuti attacchi di pirati illirici contro navi che solcavano l’Adriatico, Roma li attaccò e li sconfisse nel 228 a.C. e ancora nel 219 a.C. (prima e seconda guerra illirica).

In seguito Roma tollerò le scorribande dei pirati nell’Adriatico, nello Ionio e nell’Egeo fino circa all’anno 100 a.C., quando i mercanti costrinsero il senato a difendere i rifornimenti alimentari di Roma e dell’Italia intera.

Ma il problema non venne risolto, sia perché la flotta romana era esigua sia perché si preferiva contrastare la minaccia sulla terraferma. Così attorno al 70 a.C. i pirati intensificarono le loro scorrerie sul litorale italiano, giungendo perfino a controllare molte strade costiere. Fu allora promulgata la lex Gabinia (67 a.C.), che attribuiva al generale Pompeo Magno i pieni poteri per tre anni per debellare definitivamente i pirati dell’Illiria. La vittoria di Pompeo risolse il problema per circa tre secoli, anche perché Augusto (primo imperatore dal 27 a.C. al 14 d.C.) e i suoi successori favorirono la sicurezza sui mari con l’istituzione di flotte provinciali permanenti.