Il congiuntivo come usarlo correttamente

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Il congiuntivo: come usarlo correttamente. Una guida schematica, semplice e completa che ti consentirà di acquisire maggiore sicurezza al riguardo

Gli errori più diffusi nell’uso dei verbi sono sicuramente quelli che riguardano il congiuntivo, tanto che l’uso corretto di questo modo verbale – che esprime dubbio, incertezza, desiderio – non solo nello scritto ma anche nel parlato, è indice di un buon livello di conoscenza della lingua italiana.

Di seguito sono presentati alcuni esempi:

No (errato)
Sì (corretto)
Vadi via! E vadino pure loro! Vada via! E vadano pure loro!
Facci pure! Faccia pure!
Me lo dii subito! Me lo dia subito!
Venghino e prendino un caffè Vengano e prendano un caffè
Faccino con comodo Facciano con comodo!
Credo che mi avvertisca Credo che mi avverta
Pensavo che stasse con voi Pensavo che stesse con voi
Non vorrei che ti dasse torto Non vorrei che ti desse torto
Penso che abbino fatto tardi Penso che abbiano fatto tardi
Qualunque cosa lui fa, per te va sempre bene Qualunque cosa lui faccia, per te va sempre bene.

 

Un altro errore è l’uso del congiuntivo imperfetto al posto del congiuntivo presente per esprimere un’esortazione:

No (errato)
Sì (corretto)
Entrasse in casa! Entri in casa!
Ci pensasse per tempo! Ci pensi per tempo!
Si accomodassero avanti! Si accomodino avanti!
Me lo dicesse lei! Me lo dica lei!
Mi facesse questa cortesia! Mi faccia questa cortesia!
Mi aiutasse lei! Mi aiuti lei!
Andassero pure avanti Vadano pure avanti

 

Ricorda che il congiuntivo è d’obbligo:

  • dopo gli indefiniti chiunque, qualunque, dovunque;
  • nelle proposizioni subordinate introdotte dalle congiunzioni o locuzioni affinché, prima che, in modo che, così che, benché, sebbene, nonostante, malgrado, comunque, qualora, a patto che, a condizione che, nel caso che, purché, tranne che; se;
No
Sebbene è ricco, non spende. Sebbene sia ricco, non spende.
Purché lo fai, ti aiuto io. Purché tu lo faccia, ti aiuto io.
Prima che parlate voi, vi spiego io. Prima che parliate voi, vi spiego io.
Comunque scegli, per me va bene. Comunque tu scelga, per me va bene.
Dovunque va, andrò con lui. Dovunque vada, andrò con lui.
Chiunque lo ha detto, ha sbagliato. Chiunque lo abbia detto, ha sbagliato.

 

  • nelle subordinate oggettive, soggettive, interrogative indirette che dipendono da un verbo o da un’espressione che esprime opinione, incertezza o tutto ciò che rientra nella sfera della soggettività come il desiderio, la volontà, il permesso, il divieto o uno stato d’animo:

Immagino / suppongo / può darsi / voglio /sperano / non permetterò / sono felice

che Giulia vada con lei

Credo / pensiamo / mi meraviglio / dubito / può darsi / temiamo / mi dispiace / sembra

che Simone sia stato tre mesi a New York

Attenzione! Congiuntivo o indicativo?

Le stesse proposizioni vogliono invece l’indicativo – che è il modo verbale della certezza e dell’oggettività – quando sono rette da un verbo che esprime una semplice constatazione o una percezione:

Ci ha assicurato / mi ha informato / sappiamo / ho sentito / ha detto / sostiene

che Giulia va con lei

Sappiamo / mi ricordo / hanno scritto / mi hanno risposto / ci hanno rivelato / certo è

che Simone è stato tre mesi a New York.

Uso del “che io abbia”

Le tre persone singolari del congiuntivo presente, così come la prima e la seconda persona singolare del congiuntivo imperfetto presentano forme identiche: spesso è quindi opportuno precisare il soggetto per evitare ambigità:

Paola crede che io / tu / lui abbia sbagliato.

Pensavano tutti che io / tu / fossi già partito.

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