Napoli milionaria – Trama

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Napoli milionaria di Eduardo De Filippo

Napoli milionaria è una commedia di Eduardo De Filippo. Fu rappresentata per la prima volta al teatro San Carlo di Napoli il 23 marzo 1945. Nel 1950 venne girato un film con la regia dello stesso Eduardo De Filippo.

Napoli milionaria trama e personaggi

Il primo atto si svolge a Napoli durante il secondo anno di guerra. Gennaro Jovine è costretto a fingersi morto davanti al brigadiere Ciappa per impedirgli di requisire la casa e di scoprire i traffici illeciti della moglie Amalia, che si è data alla borsa nera.

Il secondo e terzo atto sono collocati subito dopo la fine della guerra. I tedeschi hanno catturato Gennaro durante un rastrellamento; egli riesce però a ritornare vivo dal campo di concentramento. Scopre che il figlio Amedeo è ora un ladro di gomme; l’attività illecita della moglie Amalia continua, tanto da rinnovare l’abitazione (il “basso”) in cui vive; la figlia Maria Rosaria è stata abbandonata, incinta, da un soldato americano; la figlia minore Rituccia è gravemente ammalata.

Ma l’esperienza vissuta da Gennaro e la sua profonda rettitudine gli hanno procurato una profonda saggezza, un bisogno di bontà che sembra toccare anche i familiari riportandoli al senso del dovere.

Intanto un vicino di casa in possesso della medicina introvabile che può guarire Rituccia la dona, senza alcun secondo fine. Ed ecco la battuta conclusiva di Gennaro: «Ha da passa’ ‘a nuttata» (“Deve passare la notte”) perché la piccola guarisca e la famiglia possa uscire dallo sconvolgimento morale portato dalla guerra.

Nel frattempo Amedeo rinsavisce e tornerà a lavorare onestamente; Maria Rosaria resterà in famiglia con il suo bambino; anche Amalia capisce di aver sbagliato a farsi prendere dalla brama del denaro.

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