Sorelle Materassi, trama e commento

Sorelle Materassi (1934) è il romanzo più fortunato di Aldo Palazzeschi. Qui la trama e il commento.

Il romanzo Sorelle Materassi di Aldo Palazzeschi è ambientato nei primi anni del Novecento a Coverciano, sobborgo di Firenze. Narra la storia di due sorelle, Teresa e Carolina, entrambe zitelle, abilissime sarte e ricamatrici. Lavorano instancabilmente con l’unico proposito di risanare il patrimonio familiare dissipato dal loro defunto padre.

Assieme a Teresa e Carolina vive una terza sorella, Giselda, accolta dopo il fallimento del suo matrimonio, e Niobe, la domestica delle sorelle Materassi.

La monotona e quiete vita di queste donne è sconvolta dall’arrivo, nella loro casa, di Remo, figlio unico di una quarta sorella, Augusta, ora defunta.

Remo è un giovane scapestrato e cinico, non ha voglia né di studiare né di lavorare. Le zie Teresa e Carolina, soggiogate dalla sua vitalità, si indurranno in rovina per soddisfare tutti i suoi capricci e i suoi vizi. Giselda è l’unica a rendersi conto della situazione ma i suoi avvertimenti rimarranno inascoltati.

Sopraffatte dalla miseria, le sorelle acconsentiranno a firmare una cambiale, ma nonostante tutto non gliene vorranno mai, anche quando Remo partirà per l’America con la ricca donna che ha sposato, lasciandole sole. Ricorderanno sempre con piacere quella ventata di giovinezza che è venuta a rompere la monotonia della loro vita, il loro mondo chiuso e tranquillo.

Anche come narratore, Aldo Palazzeschi non rinucia alla vocazione di scrittore estroso: perciò i suoi personaggi mostrano, anche nei comportamenti più normali, una fisionomia ridicola che però è sempre descritta con bonarietà e talora con affettuosa partecipazione.

Così, la narrazione assume spesso toni scherzosi, come quando illustra le follie delle due anziane donne che si lasciano travolgere dal fascino della modernità, ma si carica anche di malinconia quando l’autore si sofferma a meditare sulla inesorabilità del trascorrere del tempo.

Lo stile di Palazzeschi prosatore è più vicino ai moduli narrativi tradizionali di quanto non sia quello di Palazzeschi poeta: il suo periodare è ampio e riccamente descrittivo, talvolta breve e incisivo, ma sempre scandito da un alternarsi di toni ironici e drammatici.