Attila nella Battaglia dei Campi Catalaunici
Attila nella Battaglia dei Campi Catalaunici

20 giugno 451 d.C. – Battaglia dei Campi Catalaunici (pianura della Gallia nei pressi dell’odierna Châlons-en-Champagne, in Francia): l’esercito di Attila si scontra con l’esercito romano guidato dal generale Ezio e viene sconfitto.

L’antefatto: per alcuni anni gli imperatori romani (d’Oriente e d’Occidente) avevano versato grandi somme ad Attila per allontanare la minaccia delle sue orde dai confini dei rispettivi imperi. Intorno al 450 d.C., però, le relazioni con gli imperatori peggiorarono e i tributi non furono più pagati.

Attila, allora, nel 451 varcò il Reno alla testa di un vasto esercito formato da Unni, Ostrogoti e Burgundi e prese a devastare i territori della Gallia, costringendo l’imperatore d’Occidente, Valentiniano III, a inviare un esercito per bloccare l’avanzata. A capo dell’esercito c’era Flavio Ezio, un generale originario dell’Illiria.

Per contrastare Attila, Ezio aveva intrapreso una grande opera di diplomazia, riuscendo a coinvolgere i Visigoti di Teodorico I in un’alleanza contro i nemici comuni e portò dalla sua parte gli Alani di Sangibano, togliendo così un potenziale alleato ad Attila.

La sconfitta di Attila – Quando gli Alani arrivarono in Gallia, pronti per combattere contro Attila, Ezio e il re dei Visigoti Todorico I mossero alla volta di Orléans, assediata da Attila, per riprenderne il controllo. Attila abbandonò la città e si mosse verso l’aperta campagna, dove il 20 giugno del 451 d.C. (secondo altri il 20 settembre) si svolse la battaglia dei Campi Catalaunici. Attila venne sconfitto e ritirò le sue truppe oltre il Reno.

La sconfitta di Attila nella battaglia dei Campi Catalaunici, lo porterà l’anno seguente, l’8 giugno 452 d.C., a invadere la penisola italiana.

La battaglia dei Campi Catalaunici del 451 è considerata dagli storici l’ultima grande vittoria dell’esercito romano in Occidente e ha inoltre mostrato come i barbari fossero oramai indispensabili per l’esercito imperiale.