L'affare della collana che coinvolse Maria Antonietta
L'affare della collana che coinvolse Maria Antonietta

L’affare della collana, nonché lo scandalo e il clamoroso processo che ne seguì, accadde verso la fine dell’Ancien régime (1785-1786). Si trattò di una truffa messa in atto dalla contessa de La Motte ai danni della regina Maria Antonietta e del cardinale di Rohan. Alla truffa parteciparono anche il conte di Cagliostro e altri avventurieri.

Il cardinale Louis de Rohan

Il cardinale Louis de Rohan, arcivescovo di Strasburgo e grande elemosiniere di Francia era desideroso di tornare in favore presso la regina Maria Antonietta; egli mirava infatti a diventare Primo ministro di Francia.

Aveva ricoperto il ruolo di ambasciatore francese presso la corte austriaca a Vienna, dal 1771 al 1774. A causa dei suoi frivoli comportamenti e delle sue maledicenze nei confronti dell’imperatrice Maria Teresa si inimicò la figlia di questa e regina di Francia, Maria Antonietta.

La contessa de La Motte

La contessa de La Motte convinse il cardinale di essere grande amica e confidente di Maria Antonietta; lo avrebbe aiutato affinché la regina rivedesse la propria dura posizione nei suoi confronti.

La contessa organizzò una falsa corrispondenza tra il cardinale e la regina. Nelle lettere la regina gli garantiva il suo totale perdono; in pubblico però continuava ad ignorarlo.

Il cardinale pretese allora dalla contessa che gli organizzasse un incontro con Maria Antonietta.

La contessa gli organizzò un incontro nel giardino di Versailles con una prostituta, Nicole Leguay D’Oliva. Questa, grazie alla sua forte somiglianza, si finse Maria Antonietta e promise al cardinale di perdonare le incomprensioni del passato.

L’acquisto della collana

Al fine di consolidare il riottenuto favore, la contessa de La Motte convinse il cardinale Rohan a far da intermediario per l’acquisto di una collana di diamanti, del prezzo di 1.600.000 franchi, desiderata, a suo dire, dalla regina.

Il cardinale Rohan la comprò, a credito, dai gioiellieri Bassange e Boehmer; la consegnò a un sedicente ufficiale della regina, in effetti un amante della contessa, la quale si affrettò a smontarla e a venderne separatamente i diamanti.

Lo scandalo della collana e il processo

Il cardinale non poté far fronte a una inaspettata scadenza e i gioiellieri ne chiesero il pagamento alla regina. La regina dichiarò di ignorare l’intera faccenda e non era sua intenzione pagare la collana in questione.

Ne scoppiò uno scandalo: il cardinale e la contessa furono arrestati, così come la sosia di Maria Antonietta e il conte di Cagliostro che, assieme a sua moglie, aveva preso parte alla truffa.

Il 22 marzo 1786 ebbe inizio il processo. Durante il processo, l’opinione pubblica parteggiò, quasi all’unanimità, per il cardinale contro Maria Antonietta.

Con sentenza del 31 maggio 1786, la contessa de La Motte fu condannata al carcere, dal quale evase e si rifugiò a Londra. Qui pubblicò le sue Mémoires, nelle quali continuava ad accusare la regina.

Il cardinale Rohan, il conte di Cagliostro e sua moglie, e la sosia della regina furono assolti.

L’affare della collana contribuì a screditare la monarchia francese e a inasprire gli animi dei sudditi francesi già provati da condizioni di vita miserevoli. Nel 1789 scoppiò la Rivoluzione francese.