andrea camilleri

Andrea Camilleri è nato a Porto Empedocle (Agrigento) il 6 settembre 1925.

Regista di teatro, autore teatrale e televisivo, si è occupato della sceneggiatura di fortunate serie trasmesse dalla Rai (tra cui Le inchieste del commissario Maigret) e ha scritto saggi sullo spettacolo.

Ha insegnato al Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma ed è stato titolare della cattedra di regia all’Accademia nazionale di Arte drammatica.

Attualmente vive e lavora a Roma.

Ha esordito con il romanzo Il corso delle cose, nel 1978, ed è diventato autore di successo nel 1992, con la pubblicazione de La stagione della caccia.

Due sono i filoni della sua produzione narrativa: i romanzi e racconti polizieschi e i romanzi “storici”, anche se spesso i due filoni si fondono.

I romanzi polizieschi – e tra questi La forma dell’acqua (1994), Il cane di terracotta (1996), Il ladro di merendine (1996), La voce del violino (1998), La gita a Tindari (2000), Il giro di boa (2003), La pazienza del ragno (2004), La luna di carta (2005), Il campo del vasaio (2006) – hanno come protagonista Salvo Montalbano, commissario di polizia di Vigàta, una cittadina immaginaria della Sicilia attuale, abile nel risolvere casi di omicidi mafiosi e non.

Andrea Camilleri “padre” del personaggio Montalbano

Il personaggio Montalbano è un uomo d’azione e di riflessione insieme, che crede profondamente nei propri ideali di giustizia e di legalità. Preferisce risolvere “sul campo” i casi che gli sono affidati, parlando con la gente del posto, osservando con acutezza ogni dettaglio e mettendo in azione quello speciale intuito che gli permette di cogliere ciò che gli altri neppure immaginano. Per questa ragione Montalbano è un personaggio “scomodo” per i suoi superiori, dai quali si tiene il più possibile alla larga.

Non è certo un uomo tranquillo, di quelli che si adattano alle circostanze e alle persone. È di temperamento fondamentalmente instabile: basta poco per innescare la miccia e farlo infuocare.

È un meteoropatico: il suo stato d’animo è influenzato dalle condizioni del cielo, del mare, del tempo. E quando è nervoso, i suoi uomini preferiscono lasciarlo nella sua solitudine.

Montalbano è dunque un uomo intelligente e volitivo, con molte qualità e qualche umano difetto: ciò lo rende umano, credibile e spontaneo, e anche per questo è così amato dal grande pubblico.

La lingua di Andrea Camilleri

Molto particolare è la lingua dei romanzi di Andrea Camilleri: un originale e divertito impasto di italiano e dialetto siciliano.

Affrontando per la prima volta un’opera dello scrittore siciliano, il lettore si trova dapprima sconcertato di fronte a vocaboli ed espressioni dialettali riportate nel testo senza alcuna differenziazione grafica o specifica annotazione. Ma Camilleri sa parlare direttamente alla mente e al cuore del lettore che, pur non avendo alcuna dimistichezza con la Sicilia, apprezza la capacità evocativa di espressioni che sono portatrici di profumi, atmosfere, sensazioni che nessun vocabolo italiano saprebbe trasmettere con eguale intensità e godimento, e il lettore non farà fatica, perché si tratta di una lingua viva e genuina.