Fratelli di Ungaretti parafrasi, analisi e commento

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fratelli ungaretti

Fratelli Ungaretti poesia, parafrasi, commento e analisi di una delle più note poesie sulla guerra di Giuseppe Ungaretti (Soldati, Mattina, Veglia, San Martino del Carso).

Fratelli Ungaretti testo

Mariano il 15 luglio 1916
Di che reggimento siete
fratelli?

Parola tremante
nella notte

Foglia appena nata

Nell’aria spasimante
involontaria rivolta
dell’uomo presente alla sua
fragilità

Fratelli

Fratelli Ungaretti parafrasi

Di che reggimento siete fratelli?

Parola che suona incerta e timorosa nella notte

Come una foglia appena spuntata

Istintiva ribellione, nell’aria attraversata dalla sofferenza, dell’uomo cosciente della sua fragilità.

Fratelli Ungaretti analisi

La poesia Fratelli fu composta da Giuseppe Ungaretti durante la Prima guerra mondiale: più esattamente, come il poeta stesso ha precisato all’inizio del testo, fu composta “il 15 luglio 1916” a “Mariano”.

Si tratta di Mariano del Friuli, paesino in provincia di Gorizia, a qualche chilometro a nord della linea dell’Isonzo. È la località del fronte di operazioni dove la compagnia del poeta era in quel giorno schierata.

La lirica apparve per la prima volta nella raccolta Il porto sepolto (dicembre 1916), nucleo centrale della raccolta Allegria di naufragi (1919), divenuta poi Allegria (1931).

Dal punto di vista metrico è costituita da 10 versi distribuiti in 5 brevi strofe. I 10 versi sono versi liberi, cioè privi di rime: l’unica rima è quella che lega la parola chiave del componimento che è poi anche quella del titolo: la parola fratelli del v. 2 è infatti richiamata nell’ultimo verso (v. 10).

Fratelli Ungaretti commento

L’inizio della lirica è realistico-descrittivo: i soldati di due reggimenti diversi si incontrano per caso nella notte e si chiedono l’un l’altro a che reggimento appartengono: “Di che reggimento siete/fratelli?”.

Proprio la parola “fratelli”, con il valore affettivo di cui è ricca, induce il poeta a riflettere, e la lirica piega verso la meditazione: infatti, quella parola tenera e dolce che trema nella notte è l’espressione della solidarietà che unisce tutti coloro che soffrono.

La poesia, dunque, è la testimonianza di una duplice scoperta: la scoperta della precarietà della condizione umana e, attraverso essa, la scoperta del legame che unisce, in una dolorosa solidarietà, tutti gli uomini.

Quelle immagini e questi concetti, così intensi ed essenziali, sono espressi dal poeta in un linguaggio altrettanto essenziale e, quindi, fortemente suggestivo. Anzi, la suggestione della lirica acquista risalto proprio per la semplicità dei mezzi espressivi: poche parole, scarne e crude e un metro ridotto anch’esso all’essenziale, con i suoi versi brevi, scanditi da fitte pause.

La lirica costituisce una delle espressioni più significative della prima fase della produzione poetica di Giuseppe Ungaretti. Il tema centrale del componimento, infatti, è quello, caro al poeta: l’istintiva ribellione contro il senso di fragilità che non solo la guerra ma, più in generale, la condizione umana comporta, e l’implicito invito a stringersi tutti in una più alta solidarietà.

Non meno significativa, poi, la lirica risulta sul piano linguistico e metrico, dove la scomposizione dei versi in “versicoli” ungarettiani crea spazi musicali nei quali le parole risaltano nel loro più autentico valore.