Canaletto, "La Piazza San Marco". Olio su tela 50x82 cm. Washington, National Gallery of Art.

Giovanni Antonio Canal detto Canaletto (Venezia 17 ottobre 1697 – Venezia 19 aprile 1768)) fu il più illustre protagonista del vedutismo veneziano del Settecento.

Canaletto è un figlio d’arte: il padre Bernardo è pittore di scenografie. Si forma egli stesso come scenografo ma ben presto abbandona la pratica della pittura teatrale per proporre immagini di grande precisione e nitidezza, sobrie e meticolose.

Grazie a contatti con amatori e collezionisti inglesi in viaggio a Venezia o residenti nella città lagunare, Canaletto beneficia di grande notorietà in Inghilterra presso la più alta aristocrazia e perfino la famiglia reale.

Attorno al 1730 suo agente esclusivo è un inglese, il console Joseph Smith: divenuto mercante di quadri, questi si adopera con abilità e tenacia per introdurre il suo protetto nel mercato britannico delle opere d’arte, il più florido al tempo. Titolare di una grande bottega e affiancato da innumerevoli assistenti, Canaletto è artista e abile imprenditore.

Nel 1746 Canaletto lascia la Repubblica di Venezia e si trasferisce a Londra per svolgervi la propria attività. Eccettuati brevi ritorni in laguna, soggiorna nella capitale inglese per circa un decennio.

Diviene membro dell’Accademia Veneziana di pittura e scultura a una data tarda, nel 1763, malgrado l’ampio riconoscimento internazionale e la notorietà che circonda la sua opera: la veduta, si sostiene, è genere troppo umile per poterne elevare un interprete, non importa se brillante, all’ambito rango di accademico. Da questo momento in poi non si hanno più notizie certe sulla sua attività; è probabile che abbia continuato a dipingere fino alla sua scomparsa avvenuta a Venezia il 19 aprile del 1768.

Il Vedutismo pittorico del Settecento

Nel Settecento le città italiane attirarono l’interesse di viaggiatori e intellettuali stranieri che, dopo averle visitate, desideravano riportarne in patria le immagini al fine di conservare la memoria dei luoghi visitati. Per accontentare tale gusto, a Venezia si sviluppò il genere della veduta.

La “veduta” fu uno dei generi più caratteristici della pittura del Settecento. Si differenzia dal paesaggio (altro genere molto diffuso nel XVIII secolo) per la rappresentazione oggettiva di luoghi e architetture, realizzata attraverso una prospettiva ben studiata. Venezia fu il centro di maggior produzione di “vedute”, con alcune personalità di grande spicco.

Il Vedutismo del Canaletto

Nelle opere del Canaletto la città lagunare era raffigurata con grande oggettività: le sue composizioni erano sempre rigorosamente studiate attraverso numerosi disegni preparatori, tratti direttamente dal vero.

Canaletto, Il bacino di San Marco il giorno dell'Ascensione, 1735-1741 circa, olio su tela, 121x182 cm, Londra, National Gallery
Canaletto, Il bacino di San Marco il giorno dell’Ascensione, 1735-1741 circa, olio su tela, 121×182 cm, Londra, National Gallery

Nella grande tela de “Il bacino di San Marco il giorno dell’Ascensione“, Canaletto raffigura la cerimonia dello “sposalizio del mare” che si svolgeva sul Canal Grande nel giorno dell’Ascensione per celebrare simbolicamente le origini della Repubblica veneta e il suo dominio sul mare.

Canaletto, "Regata sul Canal Grande", 1730-1735. Olio su tela. Castello di Windsor, Royal Collection.
Canaletto, “Regata sul Canal Grande”, 1730-1735. Olio su tela. Castello di Windsor, Royal Collection.

 

Canaletto, “Capriccio con progetto di ponte ed edifici palladiani”, 1742-1744. Olio su tela, 55×75 cm. Parma, Galleria Nazionale.

 

Canaletto, "Piazza San Marco verso la Basilica", 1723 circa. Olio su tela, 141,5x204,5 cm. Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza.
Canaletto, “Piazza San Marco verso la Basilica”, 1723 circa. Olio su tela, 141,5×204,5 cm. Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza.

Nel dipinto “Piazza San Marco verso la Basilica”, Canaletto raffigura Piazza San Marco dominata, sullo sfondo, dalla celebre basilica. Di essa il pittore mette in risalto il ruolo di centro vitale della città, la sua “anima”. Nella piazza si concentrano gli edifici più rappresentativi: sui lati sono i palazzi delle Procuratìe, raffigurati in prospettiva. Sullo sfondo, a destra, è Palazzo Ducale, quasi nascosto dal campanile.

Canaletto, "La Piazza San Marco". Olio su tela 50x82 cm. Washington, National Gallery of Art.
Canaletto, “La Piazza San Marco”. Olio su tela 50×82 cm. Washington, National Gallery of Art.

L’opera, “La Piazza San Marco”, fu compiuta per il mercante e collezionista Joseph Smith negli anni 1727-28, con altre cinque di soggetto analogo. In questo caso, in vista sono la facciata di San Marco e quella del palazzo Ducale sulla piazzetta, la loggia del Sansovino sulla destra, la colonna di San Marco sul fondo, non lontano dalla riva, oltre la quale è il bacino con barche e navi. Sul selciato, bancarelle e gruppi di persone di vario ceto, precisato dall’abito. Ma l’intera piazza era ordinariamente riservta all’uso dei nobili. Cittadini, “foresti” e persone umili ne erano esclusi.