capitani di ventura

I capitani di ventura erano per lo più nobili decaduti, al comando di compagnie di ventura. Le compagnie di ventura erano truppe mercenarie utilizzate nel Medioevo, formate dai cosiddetti soldati di ventura.

Le compagnie di ventura ebbero particolare diffusione nell’Italia del Quattrocento. Erano “eserciti privati” resi necessari dal fatto che Signorie, Principati e Ducati piccoli e grandi erano sempre in guerra tra loro per ampliare i propri territori o difendersi dalle aggressioni altrui.

Capitani di ventura famosi

Tra i più famosi capitani di ventura sono da ricordare: Francesco Sforza, Braccio da Montone, Giovanni Acuto, Erasmo da Narni detto “il Gattamelata”, Giovanni dalla Bande Nere; e ancora: Bartolomeo Colleoni, Facino Cane, Francesco Bussone detto “il Carmagnola”.

Come erano organizzate le compagnie di ventura

Dal punto di vista militare, la compagnia di ventura era un reparto di cavalleria pesante; la sua unità base era la lancia. Questa era costituita da un “soldato di ventura”, uno scudiero e un paggio. Erano tutti dotati di cavallo, ma solo il soldato partecipava ai combattimenti.

Cinque lance costituivano un posto, agli ordini di un caporale; dieci lance formavano un’insegna, agli ordini di un decurione; venticinque lance costituivano una bandiera, agli oridini di un connestabile (sovrintendente dell’esercito). L’insieme delle bandiere formava infine la compagnia, comandata dal capitano di ventura.

Con la diffusione delle armi da fuoco la compagnia si arricchì di un reparto di artiglieria leggera e pesante.

Generalmente nelle compagnie di ventura si arruolavano individui di varia provenienza, principalmente poveri, che si arruolavano nella prospettiva di rapidi guadagni. Si abbandonavano spesso a saccheggi; per questo molte volte le città erano disposte a pagare grosse cifre pur di evitare le loro azioni.

I compensi dei capitani di ventura erano altissimi. Alcuni di loro raggiunsero un prestigio tale da diventare i signori delle città a cui avevano prestato i loro servizi (come avvenne nel caso di Francesco Sforza a Milano).

Il successo delle compagnie di ventura fu dovuto al fatto che nell’Italia di questo periodo non esistevano eserciti stabili. Scomparvero progressivamente nel Cinquecento con il formarsi di formidabili eserciti stabili, basati su un regolare reclutamento dei cittadini nei diversi regni.