Cesure ed Enjambement: cosa sono, esempi

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cesure ed enjambement

Cesure ed enjambement: cosa sono, esempi

Le cesure sono pause espressive (non indicate graficamente), che in punti precisi interrompono i versi, segnando un’alternanza di suoni e di silenzi. Le cesure assumono grande importanza ai fini del particolare ritmo del verso.

La pausa più forte e più evidente è quella che coincide con la fine di ogni verso. Più debole, ma altrettanto importante, è la pausa che cade all’interno del verso e che nella maggior parte dei casi coincide con la pausa segnata dalla punteggiatura.

Ma secco è il pruno, // e le stecchite piante //

di nere trame // segnano il sereno, //

e vuoto è il cielo, // e cavo al piè sonante //

sembra il terreno //

Giovanni Pascoli, Novembre

Nell’endecasillabo, il verso per eccellenza della poesia della tradizione italiana, la posizione della cesura, pur essendo molto variabile, cade frequentemente dopo la quinta sillaba:

In forma dunque // di candida rosa

(Dante Alighieri, Divina Commedia, Paradiso, Canto XXXI, v. 1)

e dopo la settima:

Questo di tanta speme // oggi mi resta

(Ugo Foscolo, In morte del fratello Giovanni, v. 12)

La cesura pertanto ha una funzione non soltanto ritmica (segnando le pause della lettura), ma anche semantico-espressiva, dal momento che pone in evidenza le parole che la precedono o che la seguono e i loro significati.

A conferire ritmo a una poesia concorre anche l’enjambement (termine francese che significa «spezzatura», «inarcatura» o «accavallamento»), ossia quel fenomeno per cui la frase non termina alla fine del verso, ma continua nel verso successivo creando effetti ritmici particolari:

Ma sedendo e mirando, interminati

spazi di là da quella, e sovrumani

silenzi, e profondissima quiete

io nel pensier mi fingo

(Giacomo Leopardi, L’infinito, vv. 4-7)

Un dì, s’io non andrò sempre fuggendo

di gente in gente, me vedrai seduto

su la tua pietra, o fratel mio, gemendo

il fior de ‘ tuoi gentili anni caduto.

(Ugo Foscolo, In morte del fratello Giovanni, vv. 1-4)

L’enjambement solitamente separa due parti del discorso che sono fortemente connesse, come nome e aggettivo, soggetto e predicato, predicato e complementi.

Inoltre l’enjambement provoca un’aspettativa nel lettore che, al termine del verso, attende un compimento del significato che si avrà solo nel verso successivo. Questo conferisce particolare rilievo, risalto alle parole tra le quali si verifica l’enjambement.

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