Cromlech di Stonehenge (presso Salisbury, nell’Inghilterra meridionale) – il misterioso cromlech (da crom, rotondo, e lech, pietra) di Stonehenge – è il più famoso complesso megalitico (dal greco mègas, grande, e lìthos, pietra) al mondo della Preistoria. È formato da massi poggiati in orizzontale su pietre verticali, a costituire dei dolmen (in celtico «tavola di pietra»). Dal 1986 è un sito UNESCO.
Queste strutture a tre pietre (trilitiche) sono frequenti nella Preistoria e si trovano in dimensioni minori anche in Sardegna e in Puglia; ne è un esempio il dolmen della Chianca a Bisceglie.

Cromlech di Stonehenge descrizione
Le dimensioni
Il monumento ha forma circolare ed è formato oggi da 17 megaliti. In origine era composto da 30 enormi massi di pietra posti a distanza regolare, collegati fra loro, in alto, da altre pietre messe in orizzontale. Al centro si trovano alcuni dolmen e altri massi di minori dimensioni, fra i quali una grande pietra arenaria verde posta in orizzontale, detta pietra dell’altare, che misura 5 metri di lunghezza.
I massi che formano il monumento sono di pietra arenaria, dal colore chiaro e dalla struttura compatta e resistente, provenienti da almeno 30 chilometri di distanza; sono notevolmente grandi e pesanti: fino a 50 tonnellate i pilastri verticali e dalle 4 alle 7 tonnellate le lastre orizzontali. I dolmen sono collocati in modo che nei giorni del solstizio d’estate e di quello d’inverno, ossia nel giorno più lungo e in quello più corto dell’anno, i raggi del sole vadano a cadere senza ostacoli sulla pietra dell’altare.
Le tecniche di costruzione
Dai recenti scavi pare dimostrato che le enormi pietre furono levigate a mano da centinaia di persone e portate con l’aiuto di slitte fatte scivolare su rulli di legno e trascinate tramite cinghie di cuoio, per poi essere rialzate con corde e conficcate nel terreno. Si tratta di un lavoro che ha richiesto molto tempo e molte persone.
Qual era la sua funzione?
Il cromlech di Stonehenge è il frutto di numerosi rimaneggiamenti. Dopo la prima costruzione, risalente al 3100 a.C., si sono susseguite almeno quattro fasi di cui l’ultima dovrebbe risalire al 1600 a.C. Il sito ha però mantenuto intatto l’orientamento principale che, all’alba del giorno del solstizio d’estate, inquadra il sole perfettamente al centro del trilite maggiore.
Poiché in origine l’anello interno aveva trenta pietre, come i giorni del mese, e quello esterno cinquantasei, come gli anni che separano un’eclissi di luna dall’altra, si è a lungo pensato che il cromlech di Stonehenge fosse un calendario in pietra e un osservatorio dei solstizi d’inverno e d’estate.
Recenti teorie tendono però a sminuire questa funzione: indizi e comparazioni, soprattutto con il grandioso e più antico complesso funerario scoperto a Göbekli Tepe, in Turchia, confermano che il cromlech di Stonehenge e altri siti simili erano luoghi di sepoltura e di celebrazione di riti.

Il tempio di Göbekli Tepe è databile a 11 000 anni fa, vale a dire 7000 anni prima delle piramidi e ben prima di Stonehenge.

