Amor è uno desio che ven da core

Riportiamo qui di seguito la parafrasi e il commento del sonetto Amor è uno desio che ven da core (schema ABAB, ABAB, CDE, CDE) di Giacomo da Lentini; una breve biografia dell’autore e la tenzone tra Jacopo Mostacci, Pier delle Vigne e Giacomo da Lentini.

Giacomo da Lentini, conosciuto anche come Jacopo da Lentini (Lentini, 1210 circa – 1260 circa), fu notaio e poeta alla corte di Federico II.
Dante, nel canto XXIV del Purgatorio, vv. 55-57, lo cita come autorevole rappresentante della Scuola siciliana, mentre da alcuni critici ne è considerato il capostipite.

Giacomo da Lentini codificò le forme metriche della canzone (gliene sono attribuite 13) ed è considerato l’inventore del sonetto (23 quelli a lui assegnati).

Amor è uno desio che ven da core di Giacomo da Lentini: la parafrasi

vv. 1-4 Amore è un desiderio che proviene dal cuore per una sovrabbondanza (abondanza) di piacere (piacimento); e gli occhi dapprima (in prima) generano l’amore, e il cuore gli dà nutrimento (nutricamento).

vv. 5-8 A dire il vero c’è (ben è), qualche volta (alcuna fiata), un innamorato (om amatore) che non ha visto l’oggetto del proprio (so) innamoramento, ma quell’amore che fa soffrire con passione (stringe con furore) ha origine (à nascimento) dalla vista degli occhi.

vv. 9-11 Perché (che) gli occhi rappresentano al cuore le qualità buone e cattive (bono e rio) di ogni (onni) cosa che vedono, così com’è formata in natura (naturalemente);

vv. 12-14 e il cuore, che accoglie queste immagini (di zo è concepitore), immagina intensamente, e gli piace quel desiderio: e questo è l’amore che regna tra gli uomini.

Amor è uno desio che ven da core di Giacomo da Lentini: il commento e la tenzone tra Jacopo Mostacci, Pier delle Vigne e Giacomo da Lentini

Il sonetto Amor è uno desio che ven da core fa parte di una tenzone, cioè di una discussione in versi sulla natura dell’amore, a cui partecipano anche Jacopo Mostacci, falconiere di Federico II, e Pier delle Vigne, cancelliere della corte siciliana.

Oggetto della tenzone tra Jacopo Mostacci, Pier delle Vigne e Giacomo da Lentini è la seguente: Amore è qualcosa che vive fuori dall’uomo (cioè di esistente) o è il sentimento di chi ama?

Jacopo Mostacci in Sollecitando un poco meo savere afferma che Amore è uno stato d’animo che nasce dal piacere, e invita Pier delle Vigne e Giacomo da Lentini a esprimere un loro parere.

Pier delle Vigne, in Però ch’amore no si pò vedere afferma che Amore, che pure non è visibile e non si tocca materialmente, domina gli uomini con una forza reale e concreta, così come non è visibile la potenza grazie alla quale la calamita attira il ferro, eppure lo attrae in modo irresistibile.

Giacomo da Lentini in Amor è uno desio che ven da core afferma che Amore è un sentimento interiore generato e alimentato da un’esperienza sensibile: l’amore nasce innanzitutto dagli occhi, cioè dal vedere la donna amata (li occhi in prima generan l’amore); poi è alimentato dal pensiero della visione che il poeta continua a evocare nella sua mente (imagina) e che gli stringe con furore il cuore.

Giacomo da Lentini non intende semplicemente rappresentare i turbamenti d’amore; egli vuole definire con minuziosa precisione la natura dell’amore e i modi in cui esso nasce, secondo quanto teorizzato da Andrea Cappellano nel trattato De Amore, in cui si legge:  L’amore è una passione innata che procede per visione e per incessante pensiero di persona d’altro sesso. […] Ti dimostro chiaramente che l’amore è una passione innata poiché la passione, a ben guardare la verità, non nasce da nessuna azione; ma la passione procede dal solo pensiero che l’animo concepisce davanti alla visione. Quando, infatti, uno vede una donna che corrisponde al suo amore e che è bella secondo il suo gusto, subito in cuor suo comincia a desiderarla, e quanto più la pensa, tanto più arde d’amore, fino a che non giunge a più pieno pensiero.