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Amor è un desio che ven da core – parafrasi e analisi

Amor è un desio che ven da core è un sonetto di Giacomo da Lentini. Fa parte di una tenzone (cioè uno scambio di sonetti su un determinato tema), con Jacopo Mostacci e Pier delle Vigne. Il sonetto in questione è il primo tentativo della poesia italiana di dare una definizione del formarsi e dello svolgersi della passione amorosa, ponendo in primo piano la visione e l’immagine della donna che dagli occhi arriva fino al cuore. La concezione dell’amore di Giacomo da Lentini è ripresa dal De Amore di Andrea Cappellano.

Qui di seguito trovi la parafrasi, l’analisi e il commento del sonetto.

Amor è un desio che ven da core – parafrasi

vv. 1-4 Amore è un desiderio che proviene dal cuore per una sovrabbondanza (abondanza) di piacere (piacimento); e gli occhi dapprima (in prima) generano l’amore, e il cuore gli dà nutrimento (nutricamento).

vv. 5-8 A dire il vero c’è (ben è), qualche volta (alcuna fiata), un innamorato (om amatore) che non ha visto l’oggetto del proprio (so) innamoramento, ma quell’amore che fa soffrire con passione (stringe con furore) ha origine (à nascimento) dalla vista degli occhi.

vv. 9-11 Perché (che) gli occhi rappresentano al cuore le qualità buone e cattive (bono e rio) di ogni (onni) cosa che vedono, così com’è formata in natura (naturalemente);

vv. 12-14 e il cuore, che accoglie queste immagini (di zo è concepitore), immagina intensamente, e gli piace quel desiderio: e questo è l’amore che regna tra gli uomini.

Amor è un desio che ven da core – analisi e commento

Lo stile e la forma

Dal punto di vista metrico, dopo le rime alterne delle quartine (ABAB ABAB) il sonetto presenta nelle terzine tre rime in successione, la prima delle quali riprende la prima delle quartine.

Il lessico è semplice, ricco di termini che rientrano nell’area semantica dell’innamoramento (amor, core, innamoramento, desio); alcuni termini sono ripetuti, come nel caso di occhi fra la seconda quartina e la prima terzina, e di core che è parola-rima nei versi 1 e 9, a sottolineare gli elementi fondamentali da cui nasce la passione amorosa e l’organo in cui risiede il sentimento.

La struttura del sonetto è perfettamente adeguata al contenuto: la prima quartina contiene l’affermazione principale, o tesi, cioè che l’amore proviene dagli occhi; la seconda espone l’antitesi, cioè il fatto che l’amore talvolta può nascere anche senza aver visto la persona amata; le due terzine, infine, illustrano il modo in cui la passione, nata dagli occhi, si sviluppa e viene elaborata nel cuore, e contengono, quindi, gli argomenti a sostegno della tesi espressa precedentemente.

La tenzone poetica con Jacopo Mostacci e Pier delle Vigne

Il sonetto in questione fa parte di una tenzone, cioè di una discussione in versi sulla natura dell’amore, a cui partecipano Jacopo Mostacci, falconiere di Federico II, e Pier delle Vigne, cancelliere della corte siciliana.

Oggetto della tenzone tra Jacopo Mostacci, Pier delle Vigne e Giacomo da Lentini è la seguente: Amore è qualcosa che vive fuori dall’uomo (cioè di esistente) o è il sentimento di chi ama?

Jacopo Mostacci in Sollecitando un poco meo savere afferma che Amore è uno stato d’animo che nasce dal piacere, e invita Pier delle Vigne e Giacomo da Lentini a esprimere un loro parere.

Pier delle Vigne, in Però ch’amore no si pò vedere afferma che Amore, che pure non è visibile e non si tocca materialmente, domina gli uomini con una forza reale e concreta, così come non è visibile la potenza grazie alla quale la calamita attira il ferro, eppure lo attrae in modo irresistibile.

Giacomo da Lentini in Amor è un desio che ven da core afferma che Amore è un sentimento interiore generato e alimentato da un’esperienza sensibile. Pertanto, l’amore nasce innanzitutto dagli occhi, cioè dal vedere la donna amata (li occhi in prima generan l’amore); poi è alimentato dal pensiero della visione che il poeta continua a evocare nella sua mente (imagina) e che gli stringe con furore il cuore.

Giacomo da Lentini non intende semplicemente rappresentare i turbamenti d’amore; egli vuole definire con minuziosa precisione la natura dell’amore e i modi in cui esso nasce, secondo quanto teorizzato da Andrea Cappellano nel trattato De Amore, in cui si afferma che l’amore è una passione che procede per visione. Si legge infatti:  L’amore è una passione innata che procede per visione e per incessante pensiero di persona d’altro sesso. […] Ti dimostro chiaramente che l’amore è una passione innata poiché la passione, a ben guardare la verità, non nasce da nessuna azione; ma la passione procede dal solo pensiero che l’animo concepisce davanti alla visione. Quando, infatti, uno vede una donna che corrisponde al suo amore e che è bella secondo il suo gusto, subito in cuor suo comincia a desiderarla, e quanto più la pensa, tanto più arde d’amore, fino a che non giunge a più pieno pensiero.

 

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