canzone e canzonetta: struttura e metrica

La canzone era detta così perché in origine era accompagnata dalla musica di uno strumento a corda e veniva cantata, più che semplicemente recitata. Venne portata in Italia dai trovatori provenzali che, abituati a comporre insieme le parole e la musica, consideravano inscindibile l’unità di parola e melodia.

Già a partire dalla Scuola siciliana e in seguito nel Dolce Stil Novo, la canzone diventerà il metro per eccellenza e avrà una tradizione importante anche grazie a Dante Alighieri; assumerà la sua forma definitiva con Francesco Petrarca.

La canzone è costituita da più strofe (in genere 5), dette stanze, che comprendono versi endecasillabi e settenari alternati.

Ogni stanza è costituita da due parti: fronte e sirma (o coda), talvolta collegate da un verso, la chiave.

La fronte è divisa in piedi (solitamente due), identici nel numero dei versi, ma che possono presentare diverso schema ritmico.

La sirma (o coda) può rimanere indivisa oppure essere suddivisa in due parti (dette volte), che sono identiche per numero di versi e per schema ritmico.

Spesso la canzone si conclude con una stanza diversa dalle altre, detta congedo (o commiato), nella quale il poeta si rivolge alla sua stessa canzone, invitandola a diffondere il suo messaggio fra gli ascoltatori e i lettori.

Lo schema dei versi e delle rime, una volta fissato, si ripete identico in tutte le stanze, tranne che per l’ultima, il congedo (o commiato). Come esempio, proponiamo una famosa canzone di Francesco Petrarca Italia mia.

Esiste anche una forma di canzone libera, realizzata nell’Ottocento da Giacomo Leopardi, che rinuncia agli schemi rigidi della composizione tradizionale e quindi ha strofe di lunghezza variabile, in cui liberamente si alternano endecasillabi e settenari senza rispettare uno schema fisso (canzone leopardiana = come esempio ti proponiamo A Silvia).

Una variante della canzone è la canzonetta. La canzonetta è una composizione poetica e musicale italiana popolare, composta solo di versi brevi (non più lunghi dell’ottonario) e quindi ha un ritmo più sostenuto e severo della canzone. Un esempio è la canzonetta di Giacomo da Lentini, Meravigliosamente.