le strofe della poesia italiana

Nelle poesie, spesso, i versi sono raccolti in gruppi. Questi gruppi di versi si chiamano strofe.

Le strofe hanno in genere uno schema fisso, sia per quanto riguarda il numero dei versi sia per la posizione delle rime. Ecco le strofe più frequenti della poesia italiana:

Nome delle strofe e numero dei versi Caratteristiche Esempi
Distico = strofa di due versi di solito con rima baciata (AA BB) O cavallina, cavallina storna
che portavi colui che non ritorna;tu capivi il suo cenno ed il suo detto!
Egli ha lasciato un figlio giovinetto (Giovanni Pascoli, da La cavalla storna)
Terzina =  strofa di tre versi a rima incatenata (ABA BCB). È la strofa della Divina Commedia d Dante. Cerbero, fiera crudele e diversa,
con tre gole caninamente latra
sovra la gente che quivi è sommersa.Li occhi ha vermigli, la barba unta e atra,
e ‘l ventre largo, e unghiate le mani;
graffia li spirti, ed iscoia ed isquatra. (Dante Alighieri, da Divina Commedia, Inferno, Canto VI, vv. 13-18)
Quartina = strofa di quattro versi a rima alternata (ABAB) o incrociata (ABBA) Forse perché della fatal quiete
tu sei l’immago, a me sì cara vieni
o Sera! E quando ti corteggian liete
le nubi estive e i zeffiri sereni, e quando dal nevoso aere inquiete
tenebre e lunghe all’universo meni,
sempre scendi invocata, e le secrete
vie del mio cor soavemente tieni. (Ugo Foscolo, Alla sera, vv. 1-6)
Sestina = strofa di sei versi con rime varie Signorina Felicita, a quest’ora
scende la sera nel giardino antico
della tua casa. Nel mio cuore amico
scende il ricordo. E ti rivedo ancora, e Ivrea rivedo e la cerulea Dora
e quel dolce paese che non dico. (Guido Gozzano, La Signorina Felicita, vv. 1-6)
Ottava = strofa di otto versi ha i primi sei versi a rime alternate e gli ultimi due a rima baciata (AB AB AB CC). È per tradizione la strofa della poesia epica perché si presta alla narrazione. Le donne, i cavalier, l’arme, gli amori,
le cortesie, l’audaci imprese io canto
che furo al tempo che passaro i Mori
d’Africa il mare, e in Francia nocquer
tanto, seguendo l’ire e i giovenil furori
d’Agramante lor re, che si diè vanto
di vendicar la morte di Troiano
sopra re Carlo imperator romano. (Ludovico Ariosto, da Orlando furioso)

Il componimento poetico formato da quattordici versi endecasillabi (undici sillabe) distinti in due quartine e due terzine si chiama sonetto.

I poeti, però, possono non seguire questo rigido schema della divisione in strofe e scrivere in modo libero i loro componimenti poetici. Si hanno così le strofe libere. Questo rifiuto delle forme metriche tradizionali si riscontra soprattutto nella produzione dei poeti del Novecento.