alla sera di ugo foscolo

Alla sera di Ugo Foscolo: introduzione alla poesia, testo poetico, schema metrico, parafrasi, figure retoriche, commento e analisi stilistica. Corrispondenza tematica tra Alla sera e L’Ortis.

Alla sera di Ugo Foscolo: introduzione

Il sonetto Alla sera, pubblicato nell’aprile del 1803, è stato con ogni probabilità composto nei sei mesi che precedono questa data, non comparendo nell’edizione di poesie pubblicata nell’ottobre del 1802. Sono mesi per Foscolo fitti di impegni militari e di spostamenti, nonché di esperienze e di delusioni amorose (per un approfondimento leggi Ugo Foscolo biografia, opere, pensiero, stile).

A questo periodo di grave crisi esistenziale, Foscolo tentò di reagire, fra l’altro, accostandosi a Lucrezio, del quale prese a tradurre alcuni passi del De rerum natura [Della natura] e se ne avverte l’eco in questo sonetto.

Alla sera di Ugo Foscolo: schema metrico

Sonetto con rime alternate sia nelle quartine sia nelle terzine, secondo lo schema ABAB, ABAB, CDC, DCD.

Alla sera di Ugo Foscolo: testo poetico

Forse perché della fatal quïete
Tu sei l’immago a me sì cara vieni
O Sera! E quando ti corteggian liete
Le nubi estive e i zeffiri sereni,

E quando dal nevoso aere inquïete
Tenebre e lunghe all’universo meni
Sempre scendi invocata, e le secrete
Vie del mio cor soavemente tieni.

Vagar mi fai co’ miei pensier su l’orme
Che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
Questo reo tempo, e van con lui le torme

Delle cure onde meco egli si strugge;
E mentre io guardo la tua pace, dorme
Quello spirto guerrier ch’entro mi rugge.

Alla sera di Ugo Focolo: parafrasi

Forse perché tu, o Sera, sei l’immagine della quiete fatale [:della morte] arrivi così cara a me! Sia quando le nuvole estive e i venticelli del tempo sereno ti accompagnano lietamente, sia quando porti sul mondo tenebre agitate e lunghe dal cielo nevoso, sempre [in entrambi i casi] scendi [da me] invocata, e occupi dolcemente le vie nascoste del mio animo.

Mi fai vagare con i miei pensieri nella direzione che va [fino] al nulla eterno; e intanto questo tempo malvagio passa, e con lui passano le numerose ansie nelle quali esso si distrugge insieme a me; e mentre io guardo la tua pace, quello spirito guerriero che mi freme dentro dorme [:si placa].

Alla sera di Ugo Foscolo: commento

La sera è cara al poeta perché gli sembra portatrice di una calma e di una pace simili a quelle della morte da lui desiderata come momento di pace e di riposo.

La sera quindi induce la pace nell’animo del poeta in quanto lo spinge a riflettere sulla morte e sulla relatività conseguente delle preoccupazioni umane (tema lucreziano); inoltre, occupato nella riflessione, il poeta prende, anche se per poco, distanza dal tempo storico infelice nel quale gli è toccato di vivere, riuscendo così a placare le sue tempeste interiori.

Alla sera di Ugo Foscolo: analisi stilistica

Il sonetto Alla sera è costruito sull’analogia sera-morte, intesa non nel senso drammatico tipico del pieno Romanticismo, ma come simbolo di quieta serenità e di riposo dalle passioni.

Il Foscolo costruisce un sonetto di altà originalità sia per la classica compostezza in cui risolve l’inquietudine del suo animo sia per la serena bellezza della scansione ritmica articolata su due blocchi ben distinti: le due quartine e le due terzine.

Le quartine presentano un andamento ampio e disteso, affidato innanzitutto alla calma e pensosa esclamazione iniziale e al parallelismo delle due frasi coordinate che la seguono («E quando… e quando…»). Le terzine mostrano invece un tono più concitato e incalzante, affidato soprattutto al polisindeto e alla insistenza dei verbi di movimento («vagar», «vanno», «fugge», «van», «si strugge»). Un contributo particolare dà a tale aspetto espressivo il differente uso dell’enjambement nelle quartine e nelle terzine.

Nelle quartine gli enjambements riguardano soprattutto il nesso aggettivo/sostantivo (vv. 3-4, 5-6, 7-8), con la funzione di sfumare il valore dell’aggettivo e di dare durata e ampiezza alla sintassi.

Nelle terzine, invece, l’enjambement riguarda in ben due casi il nesso verbo/complemento (vv. 10-11 e 13-14), con la funzione di drammatizzare lo svolgiemnto del discorso, accentuandone i contrasti (per esempio tra serenità trasmessa dalla sera e irrequietezza psicologica del soggetto, o anche tra pace della sera e negatività del presente storico e biografico).

Corrispondenza tematica tra Alla sera e l’Ortis di Ugo Foscolo

A ben vedere, in questa struttura così rigorosa è presente la tematica centrale del Foscolo di questo periodo e ampiamente presente nell’Ortis: lo scontro dell’eroe generoso ed appassionato con una realtà storica fortemente negativa, che genera sradicamento, infelicità, irrequietudine, rivolta; ed anche qui l’unica soluzione è la morte, intesa materialisticamente come annullamento totale.