Homo erectus, storia e caratteristiche

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homo erectus

L’homo erectus (uomo che cammina eretto) comparve 1 milione e mezzo di anni fa. È chiamato così perché era in grado di muoversi utilizzando i soli arti posteriori. Aveva quindi conquistato la cosiddetta stazione eretta, cioè la capacità di stare in piedi.

Era più alto del suo antenato, l’homo habilis e aveva un cranio più grande capace di contenere un cervello più grosso e sviluppato.

Era nomade, cioè si spostava in continuazione; viveva in gruppo e si riparava in caverne o capanne costruite con pali di legno e rami di albero; cacciava in gruppo per procurarsi il cibo e utilizzava il fuoco che imparò a tenere acceso e poi ad accendere egli stesso.

Grazie all’uso del fuoco poté spostarsi in ambienti anche più freddi ed esplorare nuovi territori spingendosi dall’Africa in Asia e in Europa.

Sapeva produrre attrezzi sempre più elaborati (raschiatoi, coltelli e asce), scheggiando le pietre e rendendole così taglienti da tutti e due i lati. L’attrezzo più importante era l’amigdala, una specie di ascia di pietra scolpita a forma di grossa mandorla. La usava per scavare la terra ed estrarre tuberi e radici commestibili, ma anche per incidere e tagliare la carne, e per spezzare le ossa degli animali che cacciava e di cui si nutriva.

 

L’homo erectus si nutriva non solo grazie alla caccia, ma anche alla pesca, alla raccolta di frutti, bacche e altri vegetali che nascevano spontaneamente.