Homo habilis, il primo uomo del Paleolitico

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homo habilis

Homo habilis, «uomo abile», deve il nome alla sua capacità di usare le mani con efficacia. Fece la sua comparsa in Africa 2 milioni e mezzo di anni fa. È il primo ominide a cui è stato dato il nome “homo” cioè uomo.

Con lui incomincia il periodo della Preistoria chiamato Paleolitico, «età della pietra antica» (dal greco paleos, antico, e litos, pietra). È il periodo in cui l’uomo impara a scheggiare la pietra per fabbricare strumenti utili alla sua vita quotidiana, i choppers. I choppers sono sassi o ciottoli scheggiati battendoli l’uno contro l’altro e resi più taglienti. Queste schegge di pietra (choppers) erano poi impiegati per tagliare la carne, scavare la terra, difendersi dai predatori o fabbricare altri utensili.

Per un certo periodo di tempo l’Homo habilis convisse con l’Australopiteco ma il suo cervello era circa il doppio di quello dell’Australopiteco.

 

Il corpo era ancora simile a quello di una grande scimmia e il modo di camminare in posizione eretta era ancora poco sicuro. Era alto tra i 140 e i 150 cm; pesava tra i 40 e i 50 chili.

Viveva in piccoli gruppi ed era nomade, cioè si spostava continuamente per cercare cibo e acqua; si riparava in caverne o in ripari costruiti con rami e foglie.

Si cibava di frutti, bacche e radici e, poiché non sapeva ancora cacciare, mangiava la carne di animali già morti.

Non sapeva parlare, ma usava un linguaggio fatto di gesti e versi.