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Paleolitico: come si suddivide e caratteristiche

Il Paleolitico è il periodo più lungo e più antico della Preistoria. È iniziato 2 milioni e 500 mila anni a.C. con la comparsa dell’Homo habilis e si è concluso convenzionalmente nel 10.000 a.C.

Per indicare il Paleolitico è utilizzata anche la definizione di Età della Pietra Antica (da palaiós, “antico”, e lithos, “pietra) non perché gli unici strumenti impiegati fossero in pietra (si usavano certamente anche il legno e l’osso), ma perché i reperti archeologici ritrovati ad esso risalenti sono solo in pietra e in particolare in selce e in quarzite (pietre molto dure).

Che caratteristiche aveva l’uomo del Paleolitico?

L’uomo del Paleolitico vive di caccia e raccolta, è organizzato in piccole comunità di 15-20 persone e non risiede stabilmente in un luogo. Nei suoi spostamenti si ripara in grotte o costruisce capanne con pietre, rami, pelli di animale. Dopo la scoperta del fuoco ha imparato a conservare e ad accendere il fuoco.

Inizia a seppellire i morti con corredi funebri (collane, pietruzze, statuine) e genera le prime forme d’arte incidendo e dipingendo sui muri interni delle caverne (pitture rupestri).

Approfondiamo l’evoluzione dell’uomo nei diversi periodi del Paleolitico.

Come si suddivide il Paleolitico?

Il Paleolitico si suddivide in 3 periodi:

  • Paleolitico inferiore
  • Paleolitico medio
  • Paleolitico superiore

Paleolitico inferiore

Il Paleolitico inferiore inizia 2 milioni e 500 mila anni a.C. in Africa con la comparsa del primo ominide: l’Homo Habilis. L’Homo Habilis segna una netta separazione tra l’uomo e il mondo animale.

L’Homo Habilis ha un’andatura eretta, una capacità cranica di circa 800 cm³, denti da onnivoro e braccia più corte. Ha un minore prognatismo facciale ed è capace di creare utensili in pietra, i primi manufatti. I resti e gli oggetti dell’Homo Habilis sono stati ritrovati in Etiopia, Tanzania, Kenya.

Sempre in Africa 1 milione e 500 mila anni a.C. compare l’Homo Erectus. L’Homo Erectus è più alto e robusto dell’Homo Habilis, pratica attività di caccia e di raccolta,  perfeziona la lavorazione della pietra fabbricando utensili bifacciali, cioè lavorati su entrambe le facce (come ad esempio le asce). Impara a controllare e poi ad accendere il fuoco battendo tra loro due pietre, inizia ad abitare in grotte, ma anche in capanne da lui realizzate con rami, sterpi e pelli. È il primo ominide a uscire dall’Africa e raggiungere l’Europa, il Vicino Oriente e l’Asia sud orientale, come raccontiamo nell’articolo Le migrazioni nella Preistoria.

Ancora in Africa, circa 200 mila anni a.C. compare l’Homo Sapiens, il rappresentante della nostra attuale specie: il suo scheletro è più gracile, ma il cervello è più voluminoso, il prognatismo è ridotto, quasi assente. Ha denti piccoli, ma soprattutto sviluppa un’intelligenza superiore a qualsiasi essere fino ad allora esistito, perciò il nome “sapiens”: è in grado di comunicare con un linguaggio complesso, di concepire ed esprimere concetti astratti, di realizzare le prime pitture nelle grotte.

L’Uomo Sapiens è anche chiamato Uomo di Cro-Magnon, perché il primo e più importante ritrovamento fossile di Homo Sapiens in Europa – risalente al 1868 – è avvenuto nella località francese di Cro-Magnon dove sono stati rinvenuti i resti di una popolazione molto evoluta, a cui sono attribuiti tra l’altro i graffiti e le pitture delle Grotte di Lascaux (in Francia) e di Altamura (in Spagna).

Paleolitico medio

Il Paleolitico medio inizia convenzionalmente 100 mila anni a.C. ed è caratterizzato dalla presenza dell’Uomo di Neanderthal. L’Uomo di Neanderthal è così chiamato per i suoi primi resti rinvenuti nel 1856 nella valle di Neander, in Germania. Era robusto e di piccola taglia, ha il cranio più lungo e meno alto dei suoi predecessori, possiede una cultura evoluta, che è stata chiamata Musteriana, dal nome della località francese di Le Moustier, in Bretagna, dove sono stati ritrovati numerosi reperti. L’uomo di Neanderthal popola l’Europa e il Vicino Oriente, caccia e mangia soprattutto carne, sa lavorare il legno e la pietra per ottenere coltelli, raschietti, lance appuntite, seppelisce i propri morti.

Paleolitico superiore

Il Paleolitico superiore inizia convenzionalmente 40 mila anni a.C. ed è caratterizzato dalla presenza dell’Homo Sapiens Sapiens, molto simile all’uomo di oggi. L’Homo Sapiens Sapiens è alto 160-180 cm, pesa 70-80 kg, è meno robusto e più alto dei sui predecessori. La fronte è piatta, le arcate sopraccigliari sono poco marcate, i denti più vicini e il volto meno sporgente, cammina in posizione eretta. L’uomo Sapiens Sapiens è un cacciatore, raccoglie vegetali e frutta, pratica la pesca nei fiumi e corsi d’acqua, costruisce ripari e capanne con legno, osso, pelli di animali, sassi. Confeziona abiti con pelli e pellicce di animali cacciati, fabbrica strumenti piccoli, raffinati e specializzati per diversi usi.

Il Sapiens Sapiens vive in gruppi ben organizzati (tribù) che riuniscono numerose famiglie. Ogni membro del gruppo ha compiti ben precisi e collabora con gli altri. I maschi si dedicano principalmente alla caccia, alla difesa, alla fabbricazione degli utensili. Le femmine alla cura dei figli, alla raccolta di frutti selvatici, uova e miele, usa un linguaggio ben sviluppato e complesso, seppellisce i morti con ricchi corredi: oggetti personali, armi, utensili, ornamenti (si pone quindi domande sulla vita dopo la morte);

Le forme d’arte sono sempre più complesse: incide e dipinge sui muri interni delle caverne. I soggetti sono quasi sempre animali di grosse dimensioni: è un segno propiziatore per assicurarsi la loro cattura. Scolpisce statuette, soprattutto femminili con forme accentuate: sono le cosiddette “Veneri preistoriche”. Tra queste la più famosa è certamente la Venere di Willendorf.

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