Neolitico deriva da nèos, “nuovo”, e lithos, “pietra”, quindi è l'”età della pietra nuova” perché indica un nuovo modo di lavorare la pietra, che viene levigata, cioè gli uomini imparano a rendere liscia la pietra, strofinando pietre contro altre pietre o con materiale abrasivo come la sabbia.
Il Neolitico si estende dal 10 000 al 3000 a.C. circa. È l’ultimo periodo della Preistoria, divisa in Paleolitico, Mesolitico e infine Neolitico.
Il Neolitico o Età della Pietra Nuova o Età della pietra levigata è un periodo di grandi cambiamenti: si parla infatti di Rivoluzione neolitica.
Caratteristiche principali del Neolitico
Durante l’età neolitica l’uomo e la donna imparano a coltivare il terreno. Nasce così l’agricoltura. Il grano, l’orzo, i piselli, le lenticchie e il lino sono le prime piante coltivate.
Non è quindi più necessario spostarsi per cercare il cibo, perciò l’uomo e la donna abbandonano il nomadismo, diventano sedentari e fondano i primi villaggi vicino ai fiumi, per avere a disposizione l’acqua per i campi e per altre attività. I villaggi sono costituiti da gruppi di famiglie che collaborano tra di loro, dividendosi i compiti e i frutti del loro lavoro. C’è chi si occupa dei campi, chi accudisce gli animali, chi si dedica alla caccia o si occupa di costruire utensili, produrre vasi e tessuti, chi si occupa dei bambini. Gli anziani sono i capi del villaggio, prendono decisioni importanti e si occupano di riti religiosi.
Gli uomini e le donne del Neolitico imparano anche ad addomesticare alcuni animali (capre, pecore, bue, maiale, asino, gallina) per ottenere la carne o per farsi aiutare nel lavoro: nasce così l’allevamento.
L’agricoltura favorisce la produzione di eccedenze, quindi l’immagazzinamento delle derrate alimentari. Per quantificare queste derrate alimentari fu necessario inventare uno strumento rivoluzionario, la scrittura, che segnò l’inizio della Storia.
Allo stesso tempo, il bisogno di utensili più robusti e funzionali all’agricoltura porta gli uomini e le donne del Neolitico a scoprire l’argilla, cioè una terra che con l’acqua diventa morbida ed elastica; con l’argilla producono vasi, piatti e tazze in ceramica e terracotta, ma soprattutto scoprono e iniziano a lavorare i metalli: prima il rame, poi il bronzo e infine il ferro. Iniziano così a costruire coltelli, zappe, falci, lance e gioielli.
Un’altra importante invenzione del Neolitico è il telaio, con cui si possono realizzare tessuti intrecciando fili tra loro. I telai sono di legno e permettono di lavorare la lana delle pecore e le fibre vegetali come il lino e la canapa. Nasce l’artigianato. Le persone iniziano a questo punto a scambiarsi le merci, cioè a praticare il baratto: è la prima forma di commercio.
Nel Neolitico si continua a tracciare raffigurazioni sulle rocce (pitture rupestri).
La fine dell’età neolitica vede la comparsa delle costruzioni megalitiche (dal greco mègas, “grande”, e lithos, “pietra”), dove seppellire e proteggere i corpi dei propri defunti. Il più famoso complesso megalitico della Preistoria è il Cromlech di Stonehenge.

