La Venere di Willendorf, simbolo di fertilità ed esaltazione della donna come creatrice di vita, alta appena 11 cm, rappresenta uno dei primi manufatti scultorei di arte antica in Europa. È attualmente custodita al Museo di Storia Naturale di Vienna.
Venere preistorica del Paleolitico
La Venere paleolitica di Willendorf è l’esemplare più famoso tra le cosiddette Veneri preistoriche. Sono chiamate così perché erano divinità alle quali ci si rivolgeva per chiedere fertilità e protezione. Erano scolpite in pietra, in osso o in avorio, e raffigurano donne con caratteristiche fisiche molto accentuate legate alla fertilità: seni enormi, ventre e glutei più che abbondanti.
Queste Veneri paleolitiche ci parlano di una civiltà che aveva riconosciuto nella fecondità e nella fertilità – della specie e della natura – un requisito essenziale per la propria sopravvivenza.
La Venere di Willendorf dove si trova e dove stata trovata?
Esposta al Museo di Storia Naturale di Vienna, la Venere di Willendorf prende il nome da luogo in cui è stata trovata nel 1908, nel corso di scavi archeologici: la località di Willendorf in Austria, lungo la riva sinistra del Danubio.
Da dove proviene?
Nonostante il rinvenimento Oltralpe, dalle ultime ricerche sulla pietra calcarea di cui è fatta (chiamata oolite), effettuate nel 2022 da un team di archeologi austriaci e tedeschi, è emerso che la statuetta è stata prodotta probabilmente nei pressi del lago di Garda, in Italia, da dove proviene il tipo di pietra calcarea in cui è stata scolpita, circa 26 000 – 25 000 anni fa. Da lì, secondo l’ipotesi più probabile, la celebre statuetta sarebbe stata trasportata fino al luogo del ritrovamento dagli abitanti della zona alpina in cerca di luoghi più favorevoli ai loro insediamenti.
Venere di Willendorf descrizione e analisi
La scultura, alta 11 cm, è rappresentata in piedi; è in pietra calcarea oleolitica ed è ricoperta di ocra rossa, un colore naturale che ricorda quello del sangue, il che fa pensare all’utilizzo della statuetta per un rituale magico-religioso.
La testa della Venere di Willendorf è sferica e il volto appare coperto da una capigliatura che alcuni identificano come un copricapo di conchiglie (come quelli ritrovati su alcuni reperti umani di età paleolitica), ma che pure potrebbe rievocare i capelli ricci e crespi del tipo “africano”. Le braccia sono appena accennate e le mani si appoggiano sui seni voluminosi.
La Venere di Willendorf che cosa rappresenta? Qual è il suo significato?
Per le sue rotondità pronunciate di seni, ventre, cosce e glutei, sapientemente scolpite a tutto tondo, la Venere di Willendorf è stata interpretata come la “Grande Madre”, la divinità primordiale, protettrice della fertilità e dell’abbondanza. Le sue piccole dimensioni e la mancanza dei piedi lasciano pensare che venisse trasportata dalle popolazioni nomadi del Paleolitico, per essere poi conficcata nella terra durante i riti propiziatori. Doveva perciò essere una sorta di amuleto portafortuna per ottenere prosperità.

