Beatrice Portinari, la donna amata da Dante

2650
beatrice portinari

Beatrice Portinari è la donna amata da Dante Alighieri. Figlia del banchiere Folco Portinari, visse a Firenze tra il 1266 e il 1290. Era chiamata da tutti Bice. Sposò, ancora giovanissima, il banchiere Simone dei Bardi.

Dante la incontrò a nove anni; a diciotto la rincontrò e se ne innamorò. Ma, come era stato stabilito, ancora giovane (verso il 1285), dovette sposare Gemma Donati, della famiglia del potente capo dei guelfi neri, Corso Donati.

L’amore di Dante per Beatrice fu platonico, ispirato da un sentimento sublime, che lo elevava verso Dio.

Per proteggere Beatrice dalle maldicenze, che avrebbero potuto nascere dal suo contegno, Dante si propose di celebrarla in segreto. Per questo, in una famosa lettera, in cui elenca le donne più belle di Firenze, andata purtroppo perduta, il poeta la pone solo in nona posizione.

Dante descrive Beatrice nelle sue poesie come una donna bellissima, gentile, umile, cortese e onesta (Tanto gentile e tanto onesta pare). Per celebrarla scrisse la Vita nova, un prosimetro (cioè un’opera composta parte in prosa, parte in poesia), capolavoro del Dolce Stil Novo.

Beatrice Portinari morì l’8 giugno 1290, all’età di 24 anni, forse di parto del suo primo e unico figlio. La sua morte non pose però fine all’amore di Dante per lei.

Anzi, agli occhi del poeta la morte nobilitò ulteriormente la donna e per questo anche nell’opera più celebre del poeta, la Divina Commedia, Beatrice compare sotto forma di angelo, simbolo di grazia e fede, e guida di Dante nel Paradiso al cospetto di Dio.