I vespri siciliani
Francesco Hayez, I vespri siciliani, 1844-1846, Roma, Galleria Nazionale d'Arte Moderna

I Vespri siciliani di Francesco Hayez, 1844-1846, olio su tela, 225 cm x 300 cm, attualmente conservato presso la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma.

Il contesto storico

Nella sua opera I Vespri Siciliani Francesco Hayez (1791-1882) rappresenta l’episodio storico che nel 1282 diede inizio alla rivolta siciliana contro la dominazione francese degli Angioini. Il suo scopo è quello di incitare, attraverso la sua opera, alla ribellione contro la dominazione austriaca in Italia, all’inizio dell’Ottocento.

L’episodio rappresentato sulla tela di Hayez, ebbe luogo durante la funzione serale (il “vespro” appunto) del Lunedì dell’Angelo nella chiesa di Santo Spirito a Palermo.

Con la scusa di volerla perquisire, un soldato francese mise le mani addosso a una donna siciliana, mentre questa usciva dalla chiesa. Il fratello di lei uccise il soldato; ne nacque una rivolta che si estese a tutta l’isola e si concluse con la cacciata dei francesi.

I vespri siciliani di Francesco Hayez descrizione

Lo sfondo è dipinto con colori tenui, in modo che le figure in primo piano (tutte dipinte con colori carichi: rosso-arancio, nero, blu) risaltino con particolare nettezza.

Nella parte destra il marito sorregge la donna (dipinta da Hayez con colori chiari, a suggerire innocenza e purezza), svenuta per l’emozione, mentre il soldato (che è francese lo dice il giglio sul suo abito), vestito di scuro, si sta accasciando al suolo. Alle loro spalle, una figura alza le braccia, impugnando il coltello e incitando la folla alla rivolta.

L’omicida, con la spada ancora sguainata, osserva l’effetto del suo gesto con una sguardo severo e impavido. Tutto intorno, altri personaggi assistono sbigottiti alla scena.

La colonna sormontata dalla croce, esattamente sopra il soldato francese, ha un valore simbolico: il gesto compiuto dal francese non è solo una violazione delle norme di civiltà, è un peccato.

L’episodio dei Vespri siciliani era particolarmente caro agli italiani dell’Ottocento. In esso i patrioti non facevano fatica a rivedere se stessi e la loro condizione: l’occupazione straniera, l’orgoglio ferito, il desiderio di rivolta.

In tal modo Hayez suggerisce che la ribellione contro l’occupazione straniera non è solo un fatto politico ma anche religioso, e coinvolge tutti.