Il mare Egeo è compreso tra la costa orientale dell’attuale Grecia, l’isola di Creta (a sud) e la costa occidentale dell’Asia Minore (attuale Turchia). Prende il suo nome dal mitico Egeo, re di Atene e padre di Teseo, dopo che si gettò in mare, annegando, credendo che suo figlio fosse morto durante la famosa spedizione a Creta per uccidere il Minotauro.
Il mare Egeo perché si chiama così?
La leggenda narra che Pasifae, la moglie del re cretese Minosse, generò da un toro un mostro, il Minotauro, dal corpo umano e dalla testa taurina. Il Minotauro fu rinchiuso nel Labirinto, progettato dall’architetto Dedalo, dal quale era impossibile uscire.
Per saziare la sua fame, gli Ateniesi, soggetti al dominio di Creta, erano costretti a pagare un pesante tributo: ogni nove anni dovevano inviare sette fanciulli e sette fanciulle in pasto al Minotauro.
Teseo, figlio di Egeo re di Atene, venuto a conoscenza della cosa, volle far parte del gruppo delle vittime; il suo scopo era quello di uccidere l’orrendo mostro.
Prima di partire, Teseo promise al padre Egeo che se tutto fosse andato secondo le previsioni, avrebbe comunicato dall’orizzonte il suo successo inalberando una vela bianca in segno di vittoria. La nave partì come aveva già fatto tante volte: con le vele nere, simbolo di dolore e di lutto.
Teseo e il Minotauro
Giunto a Creta, Teseo accettò l’aiuto di Arianna, la figlia del re Minosse, che si era innamorata di lui. La principessa consegnò all’eroe un gomitolo da srotolare man mano che si inoltrava nei meandri tortuosi del Labirinto, così da non smarrire la via del ritorno; in cambio dell’aiuto prestato, Arianna aveva ottenuto da Teseo la promessa di essere portata con lui ad Atene e sposata.
Teseo e Arianna
Ucciso il Minotauro e uscito dal Labirinto grazie al filo di Arianna, Teseo si imbarcò alla volta di Atene, portando con sé Arianna. Però da spergiuro l’abbandonò sull’isola di Nasso (da cui l’espressione “piantare in Nasso”, divenuta “piantare in asso”).
La fanciulla, sedotta e abbandonata, maledisse l’eroe ateniese e la sua maledizione colse nel segno. Teseo, infatti, dimenticò di cambiare le vele come promesso al padre Egeo; questi, avvistata l’imbarcazione con le vele ancora nere, credette il figlio ucciso e si gettò dall’alto di una scogliera nel mare che da lui prese il nome: il mare Egeo.

