Filippo Brunelleschi, Cupola di Santa Maria del Fiore, Firenze
Filippo Brunelleschi, cupola di Santa Maria del Fiore, Firenze

La cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze fu realizzata in seguito a un concorso bandito nel 1418 per completare la costruzione della cattedrale iniziata nel 1296 da Arnolfo di Cambio e rimasta incompiuta. Era prevista la costruzione di una cupola immensa, con un diametro di 42 metri.

Vinse il concorso Filippo Brunelleschi (tra i grandi del Rinascimento): nel 1420, nominato “provveditore della cupola”, diede inizio a un’impresa rischiosa e straordinaria, che lo tenne impegnato per molti anni. La cupola, infatti, fu completata (lanterna esclusa) nel 1436. Solo nel 1471, con il posizionamento della lanterna, la cupola potè dirsi completata.

Brunelleschi elaborò il progetto, inventò le macchine per sollevare i materiali, compì attenti calcoli e misurazioni. Egli costruì la gigantesca cupola utilizzando delle impalcature provvisorie infisse nella struttura muraria, rialzate col procedere dei lavori. Si trattava di una soluzione molto rischiosa, che potè realizzare grazie alla sua profonda conoscenza delle tecniche e del “modo di misurare” degli antichi Romani e a un sistema di progettazione fondato su precisi principi scientifici e matematici, costantemente verificati in fase di costruzione.

 

Modello della cupola di Santa Maria del Fiore di Brunelleschi, Firenze
Modello della cupola di Santa Maria del Fiore di Brunelleschi, Firenze

L’eccezionale struttura realizzata da Brunelleschi è completamente autoportante. La cupola è costituita da una doppia calotta formata da una cupola interna, robusta e di minori dimensioni rispetto alla cupola esterna, più grande e leggera che non grava sull’edificio sottostante.

Il sistema è realizzato con molti elementi: cerchi concentrici di mattoni e pietre sovrapposti tra loro; disposizione “a spina di pesce” dei mattoni e otto robusti costoloni in marmo che raccordano i cerchi di muratura e dividono la cupola in otto “vele” (cioè i lati, o spicchi della cupola).

L’uso di mattoni a spina di pesce è fondamentale: sono incastrati tra di loro, disposti verticalmente e di piatto, per sostenere lo slancio verso l’alto della struttura.

Il geniale sistema costruttivo a doppia calotta consente alla struttura di autosostenersi senza pesare troppo sulla muratura sottostante. Nonostante le dimensioni, la cupola sembra lievitare verso l’alto, gonfia e leggera. Diventa così un punto di riferimento fondamentale e il simbolo della città di Firenze.

 

La lanterna della cupola
La lanterna della Cupola di Santa Maria del Fiore, Firenze

 

Al culmine della Cupola di Santa Maria del Fiore, a più di 80 metri di altezza, chiude il sistema la raffinata lanterna messa in opera dopo la conclusione della cupola.