la monarchia di luglio e la seconda repubblica francese

La Monarchia di Luglio fu proclamata il 9 agosto 1830 dopo le tre gloriose giornate parigine (27, 28, 29 luglio 1830) ed ebbe termine il 24 febbraio 1848, allorché Luigi Filippo d’Orléans venne abbattuto e fu instaurata la Seconda Repubblica in vigore in Francia dal 24 febbraio 1848 al 2 dicembre 1852. La Seconda Repubblica francese fu poi sostituita dal Secondo Impero francese di Napoleone III.

La Monarchia di Luglio (1830-1848) di Luigi Filippo d’Orléans

Luigi Filippo d’Orléans avviò un governo liberal-moderato con l’appoggio della borghesia: si diffusero le idee conservatrici dello storico François Guizot che, insieme all’avvocato Adolphe Thiers, fu l’uomo politico più rappresentativo del periodo.

Si opposero al nuovo sovrano i repubblicani (democratici e socialisti), i bonapartisti (guidati dal principe Luigi Napoleone, nipote di Napoleone Bonaparte) e i legittimisti (fedeli ai Borbone).

Per i democratici, in particolare, l’obiettivo da raggiungere era il suffragio universale, ossia la concessione del diritto di voto a tutti i cittadini maschi senza distinzione di reddito o di condizione sociale. Nettamente minoritari in Parlamento, i democratici cercarono di trasferire la loro protesta nel «paese reale». Lo strumento scelto fu la cosiddetta campagna dei banchetti: riunioni svolte in forma privata che aggiravano i divieti governativi e consentivano ai capi dell’opposizione e ai loro seguaci di tenersi in contatto e di far propaganda per la riforma elettorale.

Fu proprio la proibizione di un banchetto, previsto per il 22 febbraio 1848 a Parigi, a innescare la crisi rivoluzionaria. Lavoratori e studenti parigini, già mobilitati da giorni, organizzarono una grande maifestazione di protesta. Per impedirla, il governo ricorse alla Guardia nazionale. Questa, però, chiamata a difendere un governo largamente impopolare, finì col fare causa comune con i dimostranti. Dopo due giorni di barricate e di violenti scontri, gli insorti erano padroni della città.

Termina la Monarchia di Luglio e inizia la Seconda Repubblica francese (1848-1852)

Il 24 febbraio 1848 il re Luigi Filippo abbandonò Parigi e fu proclamata la Seconda Repubblica (così chiamata dopo la Prima Repubblica francese nata a seguito della Rivoluzione francese tra il settembre 1792 e il maggio 1804). Un governo provvisorio democratico introdusse il suffragio universale, stabilì  in undici ore la durata massima della giornata lavorativa e affermò il diritto al lavoro: una decisione di portata rivoluzionaria.

Per dare attuazione al diritto al lavoro, furono istituiti gli ateliers nationaux. Gli operai degli ateliers furono impiegati in lavori di pubblica utilità (scavo di canali, riparazioni di strade) e posti alle dipendenze del Ministero dei Lavori pubblici.

L’esperimento però creò gravi problemi alle finanze statali e introdusse un motivo di profondo contrasto all’interno dello schieramento repubblicano, la cui ala moderata considerava pericoloso un intervento diretto dello Stato nel mercato della manodopera.

Il governo allora emanò un decreto che stabiliva la chiusura degli ateliers nationaux. La reazione dei lavoratori di Parigi fu immediata: il 23 giugno 1848 si ribellarono 70 000 operai parigini. Il ministro della guerra Louis Cavaignac, ottenuti pieni poteri dall’Assemblea Costituente, soppresse la rivolta con spietata durezza.

In novembre 1848 l’Assemblea Costituente approvò a stragrande maggioranza la nuova Costituzione: una costituzione democratica, ispirata al modello statunitense, che prevedeva un presidente della Repubblica eletto direttamente dal popolo per la durata di quattro anni e un’unica Assemblea legislativa eletta anch’essa a suffragio universale.

Il 10 dicembre 1848 fu eletto presidente della Seconda Repubblica francese il candidato del Partito dell’Ordine, il principe Luigi Napoleone Bonaparte.