John William Waterhouse, Eco e Narciso (1903), Walker Art Gallery, Liverpool (Inghilterra)
John William Waterhouse, Eco e Narciso (1903), Walker Art Gallery, Liverpool (Inghilterra)

Eco era una ninfa dei boschi e la mitologia greca ci ha tramandato varie leggende su questa ninfa dal carattere dolce e dalla voce soave, che infondeva dolcezza al cuore di chi l’ascoltava.

Una di queste leggende racconta che Eco amava molto chiacchierare con coloro che incontrava sulla strada e che, proprio per questo, Zeus la incaricava di intrattenere sua moglie Era mentre lui si dedicava ai suoi incontri amorosi (Sul sito di Studia Rapido leggi Zeus e Io).
La dea Era, gelosa e vendicativa, si accorse dell’inganno che la ninfa Eco aveva ordito contro di lei e la punì togliendole l’uso della parola e condannandola a ripetere solo l’ultima parola che le veniva rivolta o che udiva.

Un giorno Eco incontrò il bellissimo Narciso e se ne innamorò follemente. Eco prese a seguirlo passo passo senza riuscir mai a proferire parola. La sua costante e silenziosa presenza infastidiva Narciso e per farle comprendere che essa non gli era gradita, compiva atti che indicassero la sua noia e impazienza. La povera Eco ne soffriva terribilmente; piangeva e lacrime di dolore le solcavano le guance. Ma Narciso non si commosse e impietoso le gridò di lasciarlo in pace. Poi furioso si allontanò a grandi passi e scomparve nell’ombra fitta degli alberi.
Eco rimase sola e a lungo si disperò nel bosco, gemendo e ripetendo: «Narcisooo… Narcisooo…».

Quando ebbe esaurite tutte le sue lacrime e finalmente comprese che mai più lo avrebbe rivisto, si nascose in una grotta e lì si consumò dalla passione: il suo corpo scomparve e di lei restò la voce a cui è concesso solo di ripetere le ultime parole che sente pronunciare.