L'origine della specie di Charles Darwin
L'origine della specie per selezione naturale, 1859, di Charles Darwin

La teoria di Charles Darwin sull’origine della specie, uomo compreso. Riassunto di biologia.

Il 24 novembre 1859 Charles Darwin (1809- 1882) pubblicò a Londra L’origine della specie per selezione naturale. Quest’opera monumentale, insieme alla successiva Origine dell’uomo (1871), minò le basi del creazionismo, di tradizione biblica, allora imperante – che ritiene le specie create da Dio e quindi perfette e immutabili – proponendo il primo modello scientifico di trasformazione naturale della specie, uomo compreso: la teoria dell’evoluzione (per un approfondimento sulla teoria dell’evoluzione clicca qui).

Le idee di Darwin erano davvero così rivoluzionarie?

Molti secoli prima, pensatori e filosofi greci e latini avevano concepito l’idea di una natura in trasformazione, e perfino di una discendenza degli organismi gli uni dagli altri. Tuttavia, per molto tempo, la concezione aristotelica di una immutabilità delle specie (il cosiddetto fissismo) prevalse, divulgata dalla Chiesa cristiana che vedeva in essa una conferma al racconto biblico della creazione.

Solo a partire dalla metà del Settecento, la fiducia nella scienza e nel progresso, che caratterizzò l’Illuminismo prima e il Positivismo poi, spinse alcuni naturalisti e studiosi a sfidare i dogmi religiosi, formulando idee eterodosse (cioè diverse da quelle ufficiali della Chiesa) sull’età della Terra (che secondo la Bibbia aveva 6000 anni) e sulle parentele tra gli organismi.

Nel 1809 il biologo Jean-Baptiste de Lamarck (1744-1829) pubblicò nella sua Philosophie zoologique il primo modello coerente, benché inesatto, di evoluzione, che prevedeva la trasmissione alle generazioni successive di caratteri acquisiti mediante l’uso e il disuso delle parti del corpo.

Darwin conobbe questa teoria mentre frequentava l’università, ma non ne rimase colpito, mentre fu profondamente influenzato dalla continua scoperta di nuovi fossili e dai contributi di valenti geologi come Charles Lyell (1797-1875). Il suo Principles of Geology (1830 -1833), che forniva indizi di un passato geologico molto più remoto di quanto si pensasse all’epoca, venne recapitato a un giovane Darwin, poco più che ventenne, durante il suo viaggio intorno al mondo sul brigantino Beagle.

Benché fosse un convinto creazionista, Charles Lyell riteneva, in linea con il medico e naturalista scozzese James Hutton (1726-1797), che le grandi trasformazioni geologiche fossero il risultato di piccoli e graduali cambiamenti tuttora in corso (principio dell’attualismo).

Il viaggio di Darwin, che durò cinque anni e fu l’evento più importante della sua vita – come si legge nell’Autobiografia -, fu determinante per lo sviluppo della sua teoria. Gli permise, infatti, di osservare e raccogliere una grande varietà di resti fossili e organismi viventi, come quelli delle Galápagos, e di maturare la convinzione che discendessero tutti da un antenato comune. Le specie non erano dunque immutabili, ma subivano nel corso del tempo graduali trasformazioni.

Rientrato in Inghilterra, Darwin lesse per diletto il Saggio sui principi della popolazione di Thomas Malthus (1736-1834), fece suo il concetto di “lotta per la vita” applicandolo all’intero mondo naturale.

Darwin dedicò i successivi vent’anni a raccogliere le prove a supporto della sua teoria. Solo il rischio di vedersi sottrarre la paternità della sua teoria dal naturalista inglese Alfred Russel Wallace (1823-1913), giunto alle stesse conclusioni, lo convinse a pubblicare L’origine della specie.

Come lo stesso Darwin aveva previsto, l’uscita del libro infiammò il dibattito fra sostenitori e oppositori. La sua teoria sull’evoluzione della specie provocò nella Chiesa, nel governo britannico e generalmente presso i conservatori un forte sdegno, che si espresse spesso in forma satirica.

origine della specie
Caricatura di Darwin, 1874 [tratta da The London Sketch Book]

Oggi la quasi totalità della comunità scientifica accetta la realtà dell’evoluzione, che può essere osservata in natura e misurata in laboratorio.