Paolo e Francesca – Tra Storia e Leggenda

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Paolo e Francesca
William Blake, Paolo e Francesca, 1817 ca., Birmingham, Birmingham Museum and Art Gallery

Paolo e Francesca nel Canto V dell’Inferno

Dante e Virgilio giungono nel secondo cerchio dell’Inferno, dove Minosse, giudice terribile e inflessibile, assegna a ciascun dannato il luogo in cui dovrà essere punito.

Minosse vorrebbe fermare i due pellegrini, ma questi procedono secondo la volontà di Dio e assistono alla terribile bufera che trascina e tormenta le anime di coloro che peccarono per lussuria: come in vita si lasciarono travolgere dalla passione amorosa, così ora sono spinti e travolti da un vento impetuoso e incessante.

Le anime vanno «come uccelli nel vento» e Virgilio addita a Dante personaggi dell’antichità e del mondo medievale: Cleopatra, regina d’Egitto nel I secolo a.C., amata da Giulio Cesare e da Marco Antonio, morta suicida per non essere fatta prigioniera da Ottaviano; Semiramide, regina assira vissuta nel IX secolo a.C., famosa già nelle letterature antiche e divenuta nel Medioevo esempio di lussuria perché consentì per legge i matrimoni fra genitore e figlio, avendo lei stessa sposato il figlio dopo la morte del marito; Didone, regina di Cartagine, e narrata dallo stesso Virgilio nell’Eneide si suicidò quando Enea, di cui si era innamorata, la abbandonò; e ancora Elena, Achille e Paride, eroi del mito greco; Tristano, cavaliere dei romanzi arturiani.

Ma l’attenzione di Dante va agli spiriti ancora uniti di un uomo e una donna e, quando questi si avvicinano, li interroga sulla loro sorte.

A parlargli è Francesca da Rimini, figlia del signore di Ravenna. Di lei si innamorò il cognato Paolo: il marito, Gianciotto, li sorprese e li uccise a tradimento.

Di fronte alla pena e alla nobiltà di Francesca, Dante è preso da un profondo dolore e le chiede come si sia resa conto di essersi innamorata. Un giorno, Paolo e Francesca leggevano il romanzo di Lancillotto e Ginevra. Erano soli e la vicenda di quell’amore illecito (Ginevra era la sposa di Artù, signore di Lancillotto) li turbava. Esitavano; ma quando lessero del bacio che i due amanti si scambiarono, cedettero. La pietà di Dante per i due spiriti, condotti alla morte e dannati per amore, è così alta che egli sviene.

 

Dante Gabriele Rossetti "Paolo e Francesca"
Dante Gabriele Rossetti (1828-1882)  “Paolo e Francesca”, 1855

 

Paolo e Francesca nella storia

Paolo (Malatesta) e Francesca (da Polenta) debbono la loro fama a Dante Alighieri, ma sono personaggi storici.

Le fonti dicono che Francesca era figlia del signore di Ravenna, Guido il Vecchio da Polenta. Nel 1275 Francesca da Polenta sposò Gianciotto Malatesta, signore di Rimini: si trattò di un matrimonio politico, il cui scopo era suggellare la pace fra le due famiglie, che erano state nemiche a lungo.
Francesca s’innamorò, ricambiata, di Paolo, fratello di Gianciotto. Questi li sorprese e li uccise. L’omicidio ebbe luogo fra il 1283 e il 1285: la notizia circolò a Firenze, perché in quella città Paolo era stato capitano del popolo nel 1282.

La storia amorosa di Paolo e Francesca ci viene tramandata dal solo Dante, che ne è a tutti gli effetti il creatore. Sui due infelici amanti, altre leggende si diffusero a partire dalla fama che diede loro la Commedia: così Giovanni Boccaccio narra che Francesca fu tratta in inganno, poiché le era stato promesso che avrebbe sposato Paolo, giovane e bello, anziché Gianciotto, più vecchio e sciancato (“ciotto” significa infatti “zoppo”); ma si tratta di un’invenzione tarda.